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Savigliano, in un bar con crack ed eroina: arrestato un 40enne che doveva essere ai domiciliari a Torino
La stazione ferroviaria di Savigliano, dove la Polizia ha concentrato i controlli (foto d'archivio).

Un quarantenne gabonese, irregolare in Italia, è stato arrestato dalla Polizia in un bar vicino alla stazione di Savigliano con crack ed eroina e 405 euro. Avrebbe dovuto essere ai domiciliari a Torino. Resta in carcere a Cuneo.

Doveva trovarsi a casa, a Torino, a scontare una condanna per spaccio. Si trovava invece in un bar di Savigliano, a pochi passi dalla stazione ferroviaria, e stava cedendo crack a un giovane tossicodipendente italiano. È in quel momento che gli agenti hanno varcato la porta del locale.

È accaduto durante un servizio straordinario di controllo del territorio che la Polizia di Stato ha svolto nei giorni scorsi in città, con particolare attenzione alla zona della stazione. A entrare nel bar sono stati gli uomini della Squadra Mobile di Cuneo e del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte. Nel locale hanno identificato un gabonese di circa quarant’anni, irregolare sul territorio nazionale e già gravato da diversi arresti e condanne per reati legati agli stupefacenti.

Gli accertamenti hanno chiarito presto perché quell’uomo non avrebbe dovuto essere lì. Stava scontando in detenzione domiciliare, nella sua abitazione torinese, una pena definitiva a tre anni e due mesi di reclusione per precedenti condanne per spaccio. Lasciare la casa gli è costato anche la contestazione del reato di evasione.

La perquisizione personale ha fatto il resto. Addosso aveva 20 involucri già confezionati per la vendita al dettaglio, tra crack ed eroina, per un totale di 7 grammi. In tasca aveva anche 405 euro in banconote di vario taglio, che gli investigatori ritengono provento di precedenti cessioni.

Dopo l’arresto l’uomo è stato condotto nella Casa Circondariale di Cuneo. All’udienza di convalida l’Autorità giudiziaria ha disposto che restasse in carcere. Trattandosi di una misura cautelare, nei suoi confronti vale la presunzione di innocenza.