Futuro Nazionale, in provincia di Cuneo i referenti dei comitati si sospendono dal partito
I referenti di dieci comitati cuneesi, a nome di circa 550 tesserati, si sospendono da Futuro Nazionale: contestate le nomine di Lauria e Pozzolo, decise dall’alto. Guardano a Italia Domani di Marco Rizzo.
«Siamo mossi unicamente dal senso di responsabilità e di amore verso il futuro della nostra Patria». Comincia così la lettera firmata da Giovanni Seia con cui i referenti di alcuni comitati della provincia di Cuneo annunciano la sospensione da Futuro Nazionale, il partito del Generale Vannacci. Scrivono a nome di 13 comitati territoriali che, si legge nel testo, gestiscono 550 tesserati e che esprimono un dissenso «compatto e definitivo».
All’origine della rottura ci sono due nomine: quella di Giuseppe Lauria alla segreteria provinciale di Cuneo e quella dell’On. Emanuele Pozzolo alla segreteria della Regione Piemonte. Secondo i firmatari non sono state elette dal basso in sede congressuale, come prevede lo Statuto, ma imposte dalla Segreteria Nazionale. La lettera parla di una «spaccatura insanabile» e sostiene che le scelte dovrebbero nascere dalla conoscenza delle dinamiche locali e non da «logiche di amicizia personale».
Il documento ripercorre anche i trascorsi dei due dirigenti, indicando come fonte Wikipedia. Lauria, scrivono, ha sempre operato sulla sola città di Cuneo e ha avuto la tessera di sette partiti: Pdl, An, Msi, Popolo della Famiglia di Adinolfi (che la lettera definisce «attualmente in carcere per peculato»), Italexit di Paragone, Indipendenza di Alemanno (indicato come «appena scarcerato dopo una condanna per traffico di influenze illecite») e oggi Futuro Nazionale. Pozzolo ne avrebbe avuti quattro: Alleanza Nazionale, Lega Nord, Fratelli d’Italia, da cui secondo la lettera fu cacciato nel 2025 dopo la condanna a un anno e tre mesi per porto illegale abusivo di arma, e infine Futuro Nazionale.
Nella ricostruzione dei firmatari, da fine marzo 2026 in provincia sono stati creati 17 comitati e altri quattro erano in preparazione, in aggiunta a quelli avviati da Lauria. I referenti si coordinavano sui social, in un gruppo intitolato «Gruppo Provincia Granda per Vannacci» che si riuniva in chat ogni quindici giorni. Dopo l’incontro di Orvieto del 19, 20 e 21 settembre, a cui ha partecipato il Generale insieme al direttivo dell’ex partito Indipendenza, i firmatari dicono di aver capito che la politica e l’organizzazione erano state delegate a esponenti di quell’area.
Il 23 settembre è arrivata ai referenti una circolare della Segreteria Regionale. Imponeva di non usare più il logo del partito, di non aprire altri comitati senza autorizzazione e di sottoporre ogni iniziativa, anche sui social, alle decisioni della Segreteria. Per i firmatari significava restare fermi, disconoscendo mesi di lavoro tra banchetti e fiere. Della circolare, aggiungono, la Direzione Nazionale, nella persona della dott.ssa Annamaria Frigo, interpellata, non era al corrente.
I tentativi di confronto, raccontano, non hanno avuto esito: telefonate rimaste senza risposta all’On. Pozzolo e al Generale Vannacci e una trasferta nella sede nazionale di Firenze, dove sarebbero stati accolti dal Segretario Nazionale «con freddezza», senza soluzioni né consigli.
Si sospendono dal partito i referenti di dieci comitati: Cavallermaggiore, Cavallerleone, Sommariva del Bosco, Corneliano d’Alba, Macra/Valle Maira, Casteldelfino/Valle Varaita, Alba, Montaldo Mondovì, Borgo San Dalmazzo e Moretta. A loro si aggiungono tre comitati già formati e in via di definizione: Bra, Caramagna e Rocca de’ Baldi. Entro fine anno, assicura la lettera, si uniranno altri referenti, per un totale di circa 550 tesserati. I primi 13 hanno valutato alternative e si dicono in stretto contatto con Italia Domani, il partito dell’On. Marco Rizzo, di cui condividono il programma e lo Statuto.


