Cuneo, detenuto a fine pena protesta: «Non voglio uscire dal carcere»
Un detenuto marocchino prossimo alla scarcerazione protesta da giorni nel carcere Cerialdo di Cuneo: senza casa, lavoro né permesso di soggiorno, teme il ritorno in libertà. L’Osapp denuncia anche gravi carenze nell’organico della Polizia penitenziaria.
Un detenuto di nazionalità marocchina, prossimo al termine della pena, starebbe protestando da giorni nel carcere Cerialdo di Cuneo per evitare la scarcerazione. La vicenda è stata segnalata dall’Osapp, il sindacato autonomo della Polizia penitenziaria.
Secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, l’uomo avrebbe lanciato oggetti, urlato, sostato all’esterno delle sezioni e ostacolato i movimenti interni e l’accesso degli altri detenuti ai passeggi. Alla base della protesta ci sarebbe l’assenza di prospettive una volta terminata la detenzione. Il detenuto, secondo l’Osapp, non avrebbe un lavoro né una sistemazione abitativa disponibili all’esterno e avrebbe manifestato il timore di non riuscire ad affrontare il ritorno in libertà. Avrebbe anche prospettato la possibilità di commettere nuovi reati per essere nuovamente arrestato.
Il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci, ha definito la situazione «paradossale», osservando che il detenuto, pur avendo concluso il percorso penale, «non avrebbe un posto» dove essere accolto. Il sindacato ha così riacceso l’attenzione sulle difficoltà del reinserimento sociale e sull’assenza di soluzioni adeguate per le persone detenute prive di rete familiare, abitativa o lavorativa.
L’organizzazione denuncia inoltre la carenza di personale nel penitenziario piemontese. Durante i turni serali, un solo agente sarebbe chiamato a svolgere la vigilanza dinamica su tre piani, con circa 180 detenuti sotto la propria responsabilità. Per l’Osapp, una situazione che compromette le condizioni di sicurezza degli operatori e la gestione quotidiana dell’istituto.

