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Provincia e ATC CN1, Futuro Nazionale attacca: «Prima le poltrone, poi il territorio»
La sede della Provincia di Cuneo, al centro delle polemiche politiche sollevate da Futuro Nazionale sulle trattative per le prossime elezioni provinciali.

Il movimento di Beppe Lauria e Paolo Giraudo critica le trattative per una lista unitaria alle provinciali e la gestione del commissariamento dell’ATC CN1

È una critica a tutto campo quella che arriva da Futuro Nazionale contro le trattative in corso per le prossime elezioni provinciali di Cuneo e contro le modalità di gestione dell’ATC CN1, l’ambito territoriale caccia di Cuneo e Fossano. A firmare sono i due esponenti di punta del partito di Vannacci,  Beppe Lauria e Paolo Giraudo, che non risparmiano nessuno, né Fratelli d’Italia, né il Partito Democratico.

«Più leggiamo ciò che sta accadendo intorno alla Provincia di Cuneo, più lo spettacolo diventa politicamente indecoroso», scrivono i due. Il riferimento è alle indiscrezioni, riprese dalla stampa locale, su un possibile schema di lista unitaria che prevederebbe sei consiglieri al centrodestra, tre al Patto Civico e tre al centrosinistra, con FdI in posizione di vantaggio e il PD sollevato dall’onere di trovare un candidato alla presidenza.

Per Lauria e Giraudo, il paradosso è tutto politico: Fratelli d’Italia aveva duramente contestato nel 2018 un accordo analogo tra Forza Italia e PD, bollato come «Patto del Nazareno in salsa cuneese». Oggi, a distanza di otto anni, si ritroverebbe nella stessa posizione — con la variante che a sedersi al tavolo sarebbe un assessore regionale del partito, mentre la federazione provinciale avrebbe espresso una posizione differente.

«Quello che era un inciucio nel 2018 resta un inciucio nel 2026», tagliano corto i due. «Cambiano i protagonisti, evidentemente. Non il metodo».

Il secondo fronte è quello dell’ATC CN1, l’ambito territoriale di caccia di Cuneo e Fossano commissariato da mesi per difficoltà gestionali e problemi di bilancio. A settembre è stato nominato commissario l’avvocato Edoardo Manassero — la cui competenza non viene messa in discussione — ma la tempistica suscita perplessità: la nomina è arrivata a ridosso dell’apertura della stagione venatoria, quando molte delle decisioni che ne avrebbero determinato lo svolgimento erano già state assunte.

«Perché non ascoltare prima chi vive quotidianamente il mondo venatorio?», chiedono Lauria e Giraudo. La denuncia è di metodo, più che di merito: le associazioni venatorie, gli agricoltori e le realtà del territorio avrebbero continuato ad avere «la sensazione di essere gli ultimi ad essere ascoltati».

Il filo che unisce le due vicende, secondo Futuro Nazionale, è sempre lo stesso: «Le decisioni vengono prese sopra la testa di chi quei problemi li vive ogni giorno. Poltrone prima, territorio dopo».

La conclusione è un appello alla trasparenza: se FdI e PD intendono davvero governare insieme la Provincia, «abbiano almeno il coraggio di dirlo apertamente, presentino un programma comune e si sottopongano al giudizio di chi deve votare».