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Nocciole in Granda tra incertezza e qualità: Coldiretti presenta 4 priorità all’Assessore Bongioanni

Rese da 2 a 20 quintali per ettaro. Il presidente Enrico Nada: «Necessario dare continuità produttiva e una remunerazione adeguata agli agricoltori»

Da 8.000 a 13.000 ettari in dieci anni: la corilicoltura cuneese ha fatto registrare una crescita record del 63%, arrivando a rappresentare quasi la metà dei 28.000 ettari coltivati a nocciolo in tutto il Piemonte. Un investimento imponente delle aziende agricole del territorio che si trova però a fare i conti con l’incertezza dei raccolti e con le sfide del cambiamento climatico.

L’annata in corso mostra forti differenze produttive anche tra noccioleti della stessa azienda, con una raccolta destinata a concludersi più tardi del previsto a causa delle nocciole ancora in maturazione sulle piante.

Mappa delle rese nel Cuneese

Secondo le rilevazioni dei tecnici di Coldiretti Cuneo, la produzione spazia da un minimo di 2 quintali per ettaro fino a punte di 20 quintali:

  • Cuneese, Saluzzese e Fossanese: Rese tra i 12 e i 20 quintali per ettaro. Le zone di pianura hanno beneficiato maggiormente dell’agrotecnica, dell’irrigazione e di impianti mediamente più giovani.

  • Albese e Alta Langa: Produzioni stimate tra i 7 e i 12 quintali per ettaro.

  • Monregalese e Cebano: Valori compresi tra 4 e 10 quintali per ettaro, con picchi minimi di 2 quintali nei fondovalle.

Le richieste ufficiali alla Regione Piemonte

Per dare risposte concrete a un comparto colpito da siccità, piogge persistenti, grandinate e insetti alieni, Coldiretti Cuneo — tramite il Presidente Enrico Nada e il Direttore Francesco Goffredo — ha inviato una lettera ufficiale all’Assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni, articolata in quattro punti prioritari:

  1. Gestione idrica: Interventi per una gestione più efficace e moderna delle risorse idriche.

  2. Fondo straordinario: Attivazione di risorse per estirpi, reimpianti e la rigenerazione dei vecchi noccioleti.

  3. Ricerca applicata: Potenziamento della ricerca sul campo per contrastare nuove patologie e parassiti.

  4. Fondi CSR: Risorse dedicate al settore corilicolo all’interno del Complemento di Sviluppo Rurale.

«La crescita delle superfici testimonia quanto le nostre imprese abbiano creduto nel settore» — evidenzia il Presidente Enrico Nada. «Occorre dare prospettive a questo impegno lavorando sulla continuità produttiva e su una remunerazione adeguata che valorizzi la qualità delle nostre nocciole».

In attesa dei prossimi passaggi di raccolta e delle fasi cruciali di pulizia ed essiccazione, il lavoro svolto dagli agricoltori fa sperare in un bilancio finale positivo sul fronte della qualità.