Nei campi con i sindacalisti: la Flai-Cgil porta il lavoro dove il lavoro si nasconde
Dal 14 al 18 settembre le “Brigate del Lavoro” percorrono il torinese e il cuneese per raggiungere lavoratori agricoli spesso invisibili al sistema
Cinque giorni sul campo, letteralmente. Dal 14 al 18 settembre, la Flai-Cgil porta il sindacato fuori dalle sedi e dentro le aziende agricole, i vigneti, le campagne del Piemonte. Si chiama “Brigate del Lavoro” ed è un’iniziativa nazionale — organizzata sul territorio dalla Flai-Cgil di Torino e di Cuneo — che punta a incontrare lavoratrici e lavoratori dell’agricoltura dove si trovano, non aspettarli allo sportello.
L’obiettivo è ascoltare, informare, fare emergere. Situazioni di sfruttamento, di irregolarità, di caporalato: fenomeni che nel comparto agricolo resistono anche laddove il lavoro non manca. «Quest’anno gireremo le campagne del torinese e del cuneese, dove il lavoro c’è ma spesso è invisibile», si legge nella nota della Flai-Cgil Piemonte. Un’invisibilità che non è assenza, ma silenzio: quello di chi non conosce i propri diritti o teme di rivendicarli.
L’iniziativa rientra nella campagna permanente “Diritti in Campo”, strumento con cui la Flai-Cgil contrasta illegalità e marginalità nel lavoro agricolo. Il territorio piemontese, con la sua forte vocazione vitivinicola e ortofrutticola, è un contesto dove la stagionalità genera flussi di manodopera difficili da monitorare e tutelare.
Le Brigate del Lavoro rappresentano un modello di sindacato di prossimità: non ci si aspetta che i lavoratori vengano, si va da loro.

