Monviso, la Regione convoca un tavolo dopo il crollo: «Capire che cosa sta accadendo al Re di Pietra»
Un vasto distacco ha interessato il versante nord-est del Monviso martedì sera, senza coinvolgere persone. La Regione riunisce esperti per un monitoraggio strutturato.
Nessun ferito, ma una montagna che continua a dare segnali. Il crollo avvenuto nella serata di martedì 1° settembre sul versante nord-est del Monviso, nell’area vicina al rifugio Quintino Sella, non ha coinvolto persone — lo hanno accertato i soccorritori del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, intervenuti dalla serata e per tutta la notte con gli equipaggi dell’elisoccorso. Il sentiero verso Pian del Re è stato raggiunto principalmente dalla nube di polvere e detriti, senza essere investito dal corpo principale della frana.
Ma l’episodio non è isolato. Il versante nord-est del Re di Pietra è stato teatro, negli ultimi anni, di una serie di crolli e distacchi, tra cui uno di grandi dimensioni nel dicembre 2019, poi studiato da Arpa Piemonte. Le analisi avevano già evidenziato una configurazione geologica che rende quest’area particolarmente instabile.
Di fronte a questa successione di fenomeni, la Regione Piemonte ha deciso di passare a un approccio sistematico. Nei prossimi giorni verrà convocato un tavolo dedicato al Monviso nell’ambito dell’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici, con l’obiettivo di costruire un quadro di conoscenze condiviso e strutturato. Attorno al tavolo siederanno Arpa Piemonte, la Provincia di Cuneo, gli enti territoriali e i soggetti scientifici in grado di portare dati e competenze sul massiccio.
«La notizia che nessuno sia rimasto coinvolto rappresenta un grande sollievo», dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna Marco Gallo. «Ringraziamo profondamente il Soccorso Alpino, gli equipaggi dell’elisoccorso e tutti i soccorritori che si sono immediatamente attivati per garantire le condizioni di sicurezza. La loro tempestività e preparazione costituiscono un patrimonio prezioso per l’intero Piemonte».
L’obiettivo non è trovare risposte preconfezionate, ma mettere in dialogo professionalità finora rimaste separate. «Le Alpi sono considerate un hotspot del cambiamento climatico, un territorio nel quale gli effetti delle trasformazioni in corso si manifestano con particolare evidenza», sottolinea Gallo. «La successione dei fenomeni osservati sul Monviso ci impone di raccogliere dati e comprendere come sta cambiando una montagna che è simbolo del Piemonte e sentinella delle Alpi».
Il lavoro del tavolo si inserirà nel percorso più ampio dell’Osservatorio regionale, nato per rafforzare la conoscenza delle trasformazioni climatiche in atto e sostenere politiche di prevenzione dei rischi e resilienza territoriale. «Conoscere più a fondo la montagna», conclude l’assessore, «significa rafforzare la prevenzione e proteggere chi vive ai suoi piedi, chi vi lavora e chi la frequenta».

