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Magliano Alpi e i BESS, una storia che non finisce: nuova conferenza dei servizi il 10 settembre
L'area dell'ex discoteca a Magliano Alpi, dove Flysun 2 aveva progettato un impianto BESS da 150 MW bloccato dal TAR Piemonte a maggio 2026.

Nuova conferenza dei servizi il 10 settembre per un impianto da 95 MW della REC 008. La minoranza attacca la sindaca Tomatis per un accordo compensativo firmato in luglio con un’altra società, senza informare il consiglio comunale.

La sentenza del TAR Piemonte di maggio sembrava aver chiuso almeno uno dei capitoli della lunga vicenda dei sistemi di accumulo energetico a Magliano Alpi. Non è così. Il comune di poco più di duemila abitanti nel Monregalese torna al centro della questione BESS — Battery Energy Storage System — con una nuova conferenza dei servizi convocata dalla Provincia di Cuneo per il 10 settembre, e con una polemica politica interna che si è riaccesa nelle ultime settimane.

A maggio il Tribunale Amministrativo Regionale aveva respinto il ricorso di Flysun 2 S.r.l., confermando il diniego comunale all’installazione di un impianto da 150 MW sull’area dell’ex discoteca lungo la statale. Decisiva era stata l’applicazione del D.Lgs. 190/2024, che impone la procedura di autorizzazione unica provinciale per impianti di quella dimensione, e la valutazione del sito — occupato da una struttura di intrattenimento dismessa e da un campo sportivo abbandonato — come non qualificabile come zona industriale.

Ma mentre quella partita si chiudeva, altre si aprivano. La Provincia di Cuneo ha convocato per mercoledì 10 settembre, alle ore 10, presso la Sala Galimberti di corso Nizza a Cuneo, la conferenza dei servizi relativa a un’istanza presentata dalla società REC 008 S.r.l. di Alessandria per la realizzazione di un impianto BESS da 95 MW su terreni agricoli nel medesimo comune, foglio 10, particelle 25-26-292-419-420. È la procedura prevista dal D.Lgs. 190/2024 e dalla legge regionale 44/2000: alla conferenza sono chiamati a esprimersi enti come ARPA, ASL CN1, Soprintendenza, TERNA, ENEL Distribuzione, Aeronautica Militare e numerosi altri soggetti.

A questo si aggiunge un terzo impianto, oggetto di una delibera di giunta del 31 luglio scorso: il Comune ha sottoscritto un accordo con la società Energy Storage Due S.r.l. per la realizzazione di un sistema di accumulo nell’area industriale, prevedendo una compensazione pari al 3% del valore economico della produzione attesa.

Ed è proprio su questo accordo che si è scatenata la polemica del gruppo consiliare di minoranza Magliano Riparte, che in un comunicato stampa diffuso nei giorni scorsi accusa l’amministrazione di aver condotto le trattative all’insaputa del consiglio comunale. «Dove sono finite la trasparenza e la comunicazione tempestiva che un anno prima chiedevano al sindaco uscente?», si legge nel documento firmato dai consiglieri Francesco Belgrano, Fabio Gallo e Mauro Rosso, che ricordano come le stesse persone oggi al governo del comune si fossero dimesse nel 2025 proprio invocando maggiore apertura sul dossier BESS.

La sindaca Michela Tomatis aveva già dichiarato pubblicamente di non essere contraria alle energie rinnovabili né alla transizione energetica, ma di ritenere eccessiva la concentrazione di quattro impianti su un unico piccolo territorio, chiedendo una distribuzione più equilibrata a livello regionale. Una posizione che la minoranza considera contraddittoria rispetto alla firma dell’accordo compensativo, siglato peraltro — sottolinea Magliano Riparte — fermandosi al 3% quando la normativa avrebbe consentito di arrivare al 4%.