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Fine vita, il M5S al Piemonte: «Dopo il Veneto non ci sono più scuse»
Il Consiglio regionale del Piemonte: da ottobre il tema del fine vita tornerà in commissione

I consiglieri regionali pentastellati chiedono alla Giunta Cirio di approvare una legge regionale. Il riferimento è alla decisione del Veneto, prima regione a guida centrodestra a legiferare sul tema

La mossa del Veneto rimescola le carte. Dopo che la regione guidata dal leghista Luca Zaia ha deciso di dotarsi di una legge regionale sul fine vita — diventando la quarta in Italia e la prima con una maggioranza di centrodestra — i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle in Piemonte tornano a premere sulla Giunta Cirio.

«La Giunta Cirio non ha più scuse», dichiarano i consiglieri Pasquale Coluccio, Sarah Disabato e Alberto Unia in una nota congiunta. Il ragionamento è politico prima che giuridico: se una regione amministrata dalla destra ha trovato la volontà di affrontare il tema, l’argomento dell’incompatibilità ideologica con la materia decade.

Il gruppo pentastellato ricorda che in Piemonte esiste già una proposta di legge, depositata a inizio anno a prima firma Coluccio, che recepisce i principi affermati dalla Corte Costituzionale. A questa si affianca la pressione della legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni, sostenuta da oltre 12mila firme di cittadini piemontesi. Non è la prima volta: tre anni fa un analogo tentativo si era arenato in aula, quando la maggioranza votò una pregiudiziale di incostituzionalità senza entrare nel merito.

Sul fronte nazionale, i tre esponenti M5S riconoscono che una legge statale sarebbe preferibile, ma la giudicano improbabile a breve termine, vista la situazione parlamentare. Da qui la pressione sulle regioni, che in assenza di una disciplina uniforme si trovano a gestire il vuoto normativo con circolari e linee guida — strumenti che, secondo i firmatari, non offrono garanzie sufficienti di chiarezza e uniformità.

Da ottobre il tema tornerà in commissione. Resta da vedere se la maggioranza sceglierà di affrontarlo nel merito o di rinviare ancora.