Fine vita, il 22 settembre il Piemonte deposita oltre 14mila firme per la legge regionale sul suicidio assistito
L’Associazione Luca Coscioni deposita martedì 22 settembre oltre 14mila firme al Consiglio regionale del Piemonte per la legge sul suicidio assistito. Corteo da piazza San Carlo, punto stampa con Marco Cappato alle 11:00.
Sono oltre 14.000 le firme raccolte in Piemonte per la proposta di legge regionale sul suicidio assistito, quasi il doppio del numero necessario per portare la questione in Consiglio regionale. Martedì 22 settembre l’Associazione Luca Coscioni le depositerà ufficialmente a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale di via Alfieri 15, al termine di un corteo che partirà alle 10:30 da piazza San Carlo. Alle 11:00 è previsto un punto stampa con Marco Cappato, Davide Di Mauro e Lidia Sessa della Cellula Coscioni di Torino, insieme agli attivisti delle cellule di Cuneo e Alessandria e ai volontari che hanno animato la campagna.
Tra i firmatari figurano anche il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e il giurista Gustavo Zagrebelsky. La proposta, denominata Liberi subito, è la stessa già approvata in Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto. Non tocca i diritti fissati dalla Corte costituzionale con la sentenza 242/2019, ma disciplina le modalità organizzative con cui il servizio sanitario regionale deve dare risposta, senza ritardi ingiustificati, alle persone che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria.
Non è la prima volta che il Piemonte affronta il tema. Nel 2023 erano già state depositate oltre 11.000 firme, ma a marzo 2024 il Consiglio regionale aveva bloccato la discussione approvando una questione pregiudiziale di costituzionalità. A rimettere in moto il percorso è intervenuta la sentenza 204/2025 della Corte costituzionale, che — pronunciandosi sull’analoga legge toscana — ha chiarito che le Regioni possono regolamentare le procedure organizzative senza sconfinare in materia penale o civile.
A rendere ancora più urgente la questione è il caso di Alan, primo caso regionale di suicidio medicalmente assistito: pur avendo ottenuto la verifica dei requisiti, ha dovuto attendere otto mesi prima di ricevere dall’Asl il supporto necessario.
Dopo il deposito, la proposta dovrà seguire un iter che prevede la verifica delle firme da parte degli uffici del Consiglio regionale, il parere dell’organo di controllo e garanzia e il via libera dell’ufficio di Presidenza — o, in assenza di unanimità, un voto dell’assemblea sull’ammissibilità.

