Ferrovia del Tenda: sei settimane senza tunnel stradale e treni senza bagni funzionanti
L’Osservatorio Ferrovia del Tenda solleva due urgenze: la chiusura del Colle di Tenda dal 5 ottobre e i servizi igienici fuori uso sulla tratta Limone-Ventimiglia
Due problemi, di scala diversa ma ugualmente concreti, emergono dal bilancio di metà interruzione sulla linea Cuneo-Limone tracciato dall’Osservatorio Ferrovia del Tenda.
Il primo riguarda il futuro immediato: dal 5 ottobre 2026 il tunnel stradale del Colle di Tenda chiuderà per sei settimane, per consentire il completamento dei tornanti sul versante francese. Un’infrastruttura che smaltisce ogni giorno tra 1.400 e 3.700 veicoli secondo i dati ANAS: senza alternative stradali, il peso ricadrà inevitabilmente sulla ferrovia. L’Osservatorio chiede alle Regioni Piemonte, PACA e Liguria — e in particolare al presidente Alberto Cirio, indicato come capofila — di attivare una quinta e sesta coppia di treni tra Cuneo e Ventimiglia, colmando le fasce orarie scoperte e potenziando i convogli esistenti.
Il secondo problema è già in atto. Sui treni della tratta Limone-Ventimiglia, lunga circa due ore di percorso, i servizi igienici risultano inutilizzabili per gran parte del viaggio. I convogli non rientrano più regolarmente a Cuneo o Torino per lo scarico dei reflui: a Ventimiglia, lo spazio un tempo destinato alla manutenzione è stato trasformato in parcheggio. Il risultato sono soste forzate nelle stazioni intermedie, disagi per i passeggeri e imbarazzo per il personale di bordo. L’Osservatorio chiede di intervenire con soluzioni già disponibili: scarico tramite unità mobile oppure presso l’impianto di Savona, in accordo con la direzione regionale Liguria.
Sul fronte dei bus sostitutivi, secondo quanto riportato dall’Osservatorio, due criticità emergono con chiarezza. Dal 26 agosto l’impresa ferroviaria ha spostato unilateralmente il capolinea di Limone dal piazzale della stazione a Piazza Risorgimento, davanti all’Hotel Limone: un cambiamento che penalizza le persone a mobilità ridotta (PRM), costrette a percorrere autonomamente il tratto fino alla stazione attraverso scalinate o strada, senza ascensore. L’Osservatorio chiede il ripristino del capolinea originario, con Piazza Risorgimento come eventuale fermata aggiuntiva. Segnalato anche il problema dei tempi di percorrenza: le tabelle ufficiali indicano 10 minuti tra Cuneo e Borgo San Dalmazzo (8,4 km) e altri 10 minuti per i soli 1,7 km fino a Roccavione. Tempi invertiti rispetto alla realtà, con bus in ritardo nel primo tratto e in anticipo nel secondo, costringendo i tre autisti a coordinarsi informalmente per rispettare gli orari.

