Ex Ilva, sospese le lettere di licenziamento: istituito un tavolo permanente per Taranto. E Racconigi aspetta
Il Governo ha raggiunto un’intesa temporanea con gli imprenditori: stop alle lettere di licenziamento e avvio di un tavolo permanente. Per i 78 lavoratori dello stabilimento cuneese, ancora nessuna certezza sul futuro.
La vertenza ex Ilva si ferma — per ora — su un punto di equilibrio precario. Il Governo ha comunicato di aver raggiunto un’intesa temporanea con gli imprenditori per la sospensione delle lettere di licenziamento, in attesa della decisione del Tribunale sul ricorso. È stato inoltre annunciato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, l’avvio di un tavolo permanente per Taranto, con l’obiettivo di affrontare in modo strutturale il futuro dello stabilimento.
La notizia arriva da Antonio Spera, segretario nazionale UGL Metalmeccanici, che era presente all’incontro a Palazzo Chigi insieme al vicesegretario nazionale Daniele Francescangeli, con delega alla siderurgia, e a Vittoria Buccarini, componente della Segreteria nazionale.
«Siamo fortemente preoccupati per una situazione che continua a rimanere caratterizzata da grande incertezza. La sospensione delle lettere di licenziamento rappresenta certamente un primo passo positivo, ma non può essere considerata una soluzione definitiva», dichiara Spera. I lavoratori e le loro famiglie, aggiunge, «hanno bisogno di certezze, di risposte concrete e soprattutto di una prospettiva industriale chiara».
Una prospettiva che riguarda da vicino anche il territorio cuneese: lo stabilimento di Racconigi conta 78 lavoratori in cassa integrazione straordinaria, inseriti nell’ambito di un intervento complessivo che coinvolge 4.450 dipendenti dell’ex Ilva a livello nazionale. Un sito che, come ha ricordato il consigliere regionale dem Mauro Calderoni, «ha lavoratori con competenze, una collocazione industriale e logistica interessante» e attende ancora un progetto industriale credibile che ne garantisca il futuro.
Sul fronte nazionale, il Governo ha escluso un intervento tramite decreto-legge — che avrebbe sospeso gli effetti della decisione della Corte d’Appello di Milano — ritenendo tale misura incompatibile con la normativa anticorruzione. È stata invece prospettata una nuova gara per l’acquisizione degli impianti entro due mesi, con la disponibilità dell’esecutivo a valutare una partecipazione pubblica nella nuova realtà industriale.
Il tavolo permanente dovrà affrontare in particolare le misure relative ai prepensionamenti e all’esposizione all’amianto. «Temi che richiedono risposte rapide, concrete e adeguate a tutela della salute e dei diritti dei lavoratori», sottolinea Spera, che chiede «un piano strategico immediato» per scongiurare che «l’incertezza si trasformi in una nuova emergenza sociale e occupazionale per Taranto» — e, si potrebbe aggiungere, per tutti i siti satelliti come quello di Racconigi.

