Cuneo, i costi di Città in Note e della nuova biblioteca restano un rebus: mozione di censura di Boselli
Il consigliere Boselli presenta una mozione di censura contro la sindaca Manassero e l’assessora Clerico: dopo mesi di richieste, il Comune non conosce ancora il dettaglio dei costi degli eventi affidati alla Fondazione Artea.
Mesi di richieste formali, interpellanze rimaste senza risposta concreta, e ora una mozione di censura. Il consigliere comunale Giancarlo Boselli, capogruppo di Indipendenti, alza il livello dello scontro con la giunta di Cuneo e porta in Consiglio comunale un atto formale contro la sindaca Patrizia Manassero e l’assessora alla Cultura Cristina Clerico, contestando quello che definisce un «comportamento omissivo» su richieste puntuali relative ai costi sostenuti dalla Fondazione Artea.
La vicenda prende le mosse dall’aprile scorso, quando Boselli aveva presentato una formale richiesta di accesso agli atti per ottenere preventivi e rendicontazioni della manifestazione Città in Note 2024 e 2025, organizzata dalla Fondazione Artea — società partecipata dalla Regione Piemonte e dal Comune di Cuneo. All’assenza di risposta era seguita un’interpellanza, anch’essa rimasta sostanzialmente inevasa. In base all’articolo 56 del Regolamento del Consiglio Comunale, quell’interpellanza si è trasformata in mozione di censura.
Sul fronte della nuova Biblioteca Civica, il quadro non è meno nebuloso. La risposta scritta firmata dall’assessora Clerico il 3 settembre — e allegata al comunicato del consigliere — chiarisce anzitutto che il costo complessivo precedentemente comunicato era inesatto: non 96.500 euro, come indicato in precedenza, ma 95.000 euro. Quanto alla suddivisione delle voci di spesa tra l’attività di Reading Forward e l’inaugurazione del nuovo polo culturale Esseci, l’assessora spiega che sarà contenuta in un accordo tra il Comune e la Fondazione Artea — documento ancora in fase di redazione da parte della stessa Fondazione e dunque non ancora agli atti del Comune. Solo dopo la sua ricezione, gli uffici potranno verificarne i contenuti prima dell’approvazione da parte della Giunta.
Per Boselli, questa risposta conferma il problema: «Il Comune non conosce il dettaglio delle spese», afferma il capogruppo, sottolineando come l’amministrazione si trovi di fatto a dipendere dalla Fondazione per informazioni che dovrebbero già essere in suo possesso.


