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Caldo ancora oltre la soglia: Cirio proroga il divieto di lavoro all’aperto nelle ore più calde
Agricoltori, operai edili e rider tra le categorie tutelate dall'ordinanza regionale: nei giorni di rischio "alto", il lavoro all'aperto è vietato dalle 12:30 alle 16:00 fino al 6 settembre 2026.

Il presidente Cirio ha prorogato fino al 6 settembre l’ordinanza che vieta il lavoro all’aperto tra le 12:30 e le 16:00 nei giorni di rischio “alto”. Tutelati agricoltori, edili, cavatori e rider in tutto il territorio piemontese.

L’estate 2026 non allenta la presa sul Piemonte. Le temperature massime restano elevate, le sequenze di giornate torride si prolungano su diverse aree della regione e le previsioni di ARPA Piemonte per i primi giorni di settembre non promettono inversioni di rotta significative. È in questo quadro che il presidente Alberto Cirio ha firmato il 31 agosto l’Ordinanza n. 3/2026, prorogando fino al 6 settembre 2026 le misure di protezione per i lavoratori all’aperto già in vigore dal 30 maggio scorso.

Il provvedimento — contingibile e urgente ai sensi della legge 833/1978 — estende l’efficacia dell’Ordinanza n. 1 del 29 maggio senza modificarne i contenuti: stessi settori, stessa fascia oraria, stesse condizioni di attivazione. Il divieto di lavoro sotto il sole scatta tra le 12:30 e le 16:00 esclusivamente nei giorni in cui la piattaforma Worklimate (progetto Inail-CNR) segnala un livello di rischio “alto” per i lavoratori esposti con attività fisica intensa. Nei giorni in cui la mappa resta al di sotto di quella soglia, le restrizioni non si applicano.

Le categorie coinvolte sono quelle che per natura svolgono la propria attività senza la possibilità di cercare riparo dalla calura nelle ore più critiche: agricoltura e floricoltura, cantieri edili e settori affini, cave, logistica e — dato sempre più rilevante nel panorama lavorativo urbano — i rider, ossia i fattorini in bici o in scooter impegnati nelle consegne a domicilio.

Il parere tecnico acquisito il 31 agosto dalla Direzione regionale Sanità conferma che le condizioni meteorologiche non consentono ancora di abbassare la guardia: stress termico e colpi di calore restano rischi concreti, con conseguenze che possono rivelarsi anche letali per chi opera in ambienti privi di protezione solare.

L’ordinanza, pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione, è trasmessa a Prefetti, Sindaci, ASL, Ispettorato del Lavoro, organizzazioni sindacali e associazioni di categoria.