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Allison, la FIM CISL Cuneo: «Non accetteremo licenziamenti mascherati da trasferimenti»
I lavoratori dello stabilimento Allison di Sommariva Perno durante il presidio di questa mattina: la FIM CISL Cuneo annuncia che si opporrà con ogni mezzo sindacale alla chiusura del sito.

Il segretario generale Roberto Lepori e Massimo Mana della segreteria cuneese del sindacato dei metalmeccanici prendono posizione netta contro il piano del gruppo americano: «Pronti a tutte le iniziative necessarie».

Mentre i lavoratori presidiano i cancelli dello stabilimento di Sommariva Perno, arriva puntuale la presa di posizione della FIM CISL Cuneo: nessun passo indietro, nessuna disponibilità a trattare su un trasferimento che il sindacato cuneese considera, nei fatti, una chiusura mascherata.

«Lo stabilimento di Sommariva non si chiude. Su questo la nostra posizione è chiara e non siamo disponibili ad accettare decisioni unilaterali che mettano a rischio occupazione e presenza industriale sul nostro territorio», dichiara Roberto Lepori, segretario generale FIM CISL Cuneo.

La questione non è solo numerica — i 180 dipendenti coinvolti, i cinquanta chilometri abbondanti che separano Sommariva Perno da Rivoli — ma di sostanza. Spostare un’intera forza lavoro a quella distanza, sottolineano i dirigenti sindacali, non è una riorganizzazione: è un onere scaricato sulle persone, sulle famiglie, sui pendolari. «Non si può pensare di chiudere uno stabilimento e trasferire a oltre 50 chilometri di distanza le lavoratrici e i lavoratori, scaricando interamente sulle persone il costo di una scelta aziendale che respingiamo con forza», aggiunge Massimo Mana della segreteria FIM CISL Cuneo.

A pesare è anche il contesto istituzionale. Nei tavoli al MIMIT, la proprietà aveva ribadito che nessun sito italiano sarebbe stato chiuso: un impegno che oggi appare contraddetto nei fatti. Per la FIM cuneese si tratta di un elemento di particolare gravità, che rafforza la posizione di chi chiede ad Allison di fermarsi e aprire un confronto reale.

«Chiediamo ad Allison di fermare questa operazione e di aprire immediatamente un confronto vero per individuare soluzioni alternative che garantiscano la continuità produttiva e occupazionale dello stabilimento di Sommariva», concludono Lepori e Mana, annunciando la disponibilità del sindacato a mettere in campo tutte le iniziative necessarie.

La vertenza riguarda un territorio oltre che un’azienda: la chiusura dello stabilimento significherebbe impoverimento dell’indotto e della presenza industriale nella Granda, un tema che va ben oltre i cancelli dello stabilimento di Sommariva.