Regolamento del Verde a Cuneo, commissione divisa: il nodo è il giardino di casa
Il dibattito sulle nuove norme arboree accende il confronto tra chi vuole tutelare il patrimonio urbano e chi difende l’autonomia dei privati. Si torna in aula a settembre.
Un albero in giardino: un bene privato o una risorsa della collettività? Attorno a questa domanda, apparentemente semplice, si è consumato giovedì 30 luglio uno scontro tutt’altro che pacifico alla seduta congiunta della V e VII Commissione Consiliare del Comune di Cuneo, riunite per esaminare gli articoli dal 18 al 23 della bozza del nuovo Regolamento del Verde Urbano.
Il nodo più spinoso ha riguardato fin da subito l’estensione delle norme alle aree private. I consiglieri Vincenzo Pellegrino e Ettore Grosso hanno alzato la voce contro quella che definiscono un’ingerenza ingiustificata: «Regolamentare le cose a casa nostra», ha sintetizzato Pellegrino, ricordando che strumenti come il Codice Civile e il regolamento di polizia rurale esistono già. Il consigliere ha annunciato apertamente il suo voto contrario qualora il testo finale non operasse una distinzione netta tra sfera pubblica e privata.
Di tutt’altro avviso il consigliere Ugo Sturlese, che ha richiamato il concetto di verde urbano come bene collettivo, da difendere dagli abbattimenti indiscriminati. A supporto della tesi, il consigliere Paolo Armellini ha citato la legge nazionale n. 10 del 2013, che impone una visione unitaria del patrimonio arboreo sul territorio — senza strappi netti tra pubblico e privato quando vengono chiamati in causa la biodiversità e i rischi fitosanitari.
L’articolo 18 del regolamento affronta il caso degli abbattimenti in emergenza: in presenza di pericolo imminente per persone o cose — sradicamenti progressivi, danni da eventi meteorologici — il proprietario potrà intervenire immediatamente, a patto di inviare documentazione fotografica agli uffici comunali e presentare un’istanza in sanatoria entro quindici giorni. Confermato in ogni caso l’obbligo di impianto compensativo per ogni albero rimosso.
A cercare un punto di caduta è stato l’assessore Gianfranco Demichelis, che ha proposto di espungere o riscrivere l’articolo 20 — quello relativo alle sanzioni per abbattimenti non autorizzati — riconoscendo che il Comune non dispone della forza lavoro necessaria per monitorare ogni singolo albero privato. La linea della Giunta, ha spiegato, è diversa dall’imposizione: «L’obiettivo sul privato è dare buone indicazioni di pratiche da seguire». Un esempio concreto: le sequoie americane piantate in giardini troppo piccoli, che col tempo diventano fonte di liti tra vicini e rischi per la sicurezza. Il regolamento intende fornire criteri tecnici chiari, come le distanze minime di dieci metri previste per specie come i platani.
Quando un abbattimento è inevitabile e l’area non consente nuove piantagioni, il testo introduce la monetizzazione: il privato verserà una somma equivalente al valore di un albero con circonferenza tra i 16 e i 18 centimetri. Il ricavato confluirà in un fondo comunale destinato esclusivamente alla manutenzione del verde pubblico.
La seduta si è chiusa con l’impegno degli uffici tecnici a recepire le osservazioni emerse e a semplificare il testo. Il Regolamento del Verde tornerà in commissione a settembre, con l’obiettivo di approdare a un voto condiviso in Consiglio Comunale.

