“ParalleleBipedi a Confronto”: da Stefano Tacconi a Johnson Righeira, che show a Mondovì Piazza
L’ex icona della Juventus: “I miei tifosi la medicina migliore. Baresi, come Scirea, è stato un numero uno nel suo ruolo”. Tanti gli ospiti che hanno acceso la splendida cornice di piazza Maggiore
Iconico portiere del calcio italiano e della Juventus – club nel quale ha militato dal 1983 al 1992 vincendo praticamente tutto sia in Italia che in Europa (è stato l’unico “numero uno” capace di aggiudicarsi tutte le cinque competizioni UEFA per club all’epoca vigenti) – Stefano Tacconi è stato grande protagonista venerdì 31 luglio a Mondovì Piazza in occasione della serata di “ParalleleBipedi a confronto”, talk show organizzato dall’Associazione Bocce Quadre.
Non è mai stato un portiere ordinario, quanto piuttosto un personaggio dal carattere forte, schietto e ribelle, tanto da fargli guadagnare diversi appellativi. “Mi chiamavano capitan Fracassa perché era un ricco diventato povero, e poi da povero è diventato ricco. Gianni Brera invece mi chiamò Tarzan perché saltavo da una parte all’altra, mentre qualcun altro mi affibbiava il nome di uno dei moschettieri: D’Artagnan”, ha raccontato Tacconi durante l’evento condotto da Dario Vergassola.
Di personaggi ne ha conosciuti tanti in un’epoca calcistica – parole sue – caratterizzata da più “umanità” rispetto a quella attuale. Alla domanda sui colleghi che ricorda con maggior affetto, l’ex numero ancora una volta non è stato banale nella risposta:“I primi che mi vegono in mente sono quelli che non ci sono più e che sono andati via troppo giovani”. E il pensiero è andato a Franco Baresi, recentemente scomparso, omaggiato da un applauso del folto pubblico presente.
Tacconi non ha risparmiato l’ironia tipica di un personaggio senza troppi peli sulla lingua, che alla Juventus ha raccolto un’eredità pesante: quella di Dino Zoff. “Quando arrivai alla Juve i giornalisti erano contenti perché io parlavo, a differenza di Zoff. Lui lo odiavano”, ha scherzato.
Dopo la Vecchia Signora, la parentesi al Genoa, dove ha giocato dal 1992 al 1994 prima di appendere i guantoni al chiodo. “Ho contribuito alla salvezza – spiega Tacconi –. Genova è una bella piazza, ma da quelle parti ho avuto problemi con i tifosi perché mi chiamavano ‘Gobbo di m…'”.
Poi il momento più buio: la vita a rischio a causa di un grave aneurisma cerebrale che lo ha colpito nel 2022.
“Mi è sfuggita un un po’, ma ho fatto la miglior parata della mia vita – confessa l’ex portiere –. Quando meno te l’aspetti, qualcuno dietro l’angolo ti dà la mazzata. Dopo 20 giorni di coma ho visto davanti a me mia moglie e ho pensato ‘Porca miseria, è venuta a rompermi le scatole anche in paradiso'”.
Ospiti della serata che anticipa il 14° Campionato Italiano di Bocce Quadre – in programma nel weekend dei primi due giorni di agosto – anche l’ex velina di Striscia la Notizia Maddalena Corvaglia, l’illusionista Francesco Tesei, Padre Filip, l’ingegnere aerospaziale Giuseppe Viriglio, la Cricca delle Drag Queen, il comico Enrique Balbontin e Johnson Righeira, che ha concesso al pubblico due pezzi da novanta del repertorio del celebre gruppo come “L’estate sta finendo” e “Vamos a la playa”.







