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Mele cuneesi, raccolta al via con otto giorni di anticipo: produzione in crescita ma la filiera chiede più valore
La raccolta delle mele Gala nel Saluzzese, cuore dell'IGP Mela Rossa Cuneo: campagna 2026 avviata con otto giorni di anticipo rispetto all'anno scorso.

Nei frutteti del Cuneese è partita la stagione della raccolta delle mele, con otto giorni d’anticipo sul 2025. Produzione in crescita, ma Coldiretti chiede più aggregazione e valorizzazione per garantire reddito agli agricoltori.

Nei frutteti del Cuneese agosto ha portato con sé i primi cantieri di raccolta. Le mele più precoci sono già staccate dai rami, caricate e avviate verso le centrali di frigoconservazione: la campagna 2026 è ufficialmente cominciata, con circa otto giorni di anticipo rispetto all’anno scorso.

Ad aprire la stagione sono le varietà del gruppo Gala, le prime a maturare tra quelle che rientrano nell’IGP Mela Rossa Cuneo e che da sole rappresentano il 42% dell’intera produzione piemontese, concentrata soprattutto nel Saluzzese. Da qui le prime spedizioni stanno già raggiungendo i mercati italiani e stranieri, mentre la raccolta proseguirà fino all’autunno inoltrato con le varietà a maturazione media e tardiva.

Il comparto ha dimensioni rilevanti: in provincia di Cuneo sono circa 2.000 le aziende impegnate nella melicoltura, su oltre 5.800 ettari coltivati in larga parte con metodi di agricoltura integrata o biologica. Se si allarga lo sguardo all’intero Piemonte — seconda regione produttrice d’Italia con più di 6.870 ettari e quasi 2.400 aziende — il peso occupazionale diventa ancora più evidente: la sola raccolta richiede almeno 11.000 lavoratori e circa 200.000 giornate di lavoro, in gran parte garantite da manodopera extracomunitaria ospitata direttamente nelle aziende agricole.

Sul fronte produttivo, le preoccupazioni legate ai forti abbassamenti termici di fine marzo non si sono tradotte in danni estesi. Le prime stime indicano anzi una produzione piemontese in crescita rispetto alla stagione precedente.

“Le nostre mele nascono in un territorio particolarmente vocato, grazie alla qualità dei terreni, alla disponibilità di acqua proveniente dalle montagne e alla professionalità delle aziende”, dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo. “Non è però sufficiente produrre qualità: occorre riuscire a comunicarla, renderla riconoscibile sui mercati e trasformarla in un valore economico concreto per chi lavora ogni giorno nei frutteti”.

Restano però le criticità strutturali che Coldiretti segnala da tempo: l’eccessiva frammentazione dell’offerta commerciale, la difficoltà di costruire un’identità riconoscibile per le mele del territorio e, all’inizio di questa campagna, le tensioni che riguardano il prodotto destinato alla trasformazione industriale, con il rischio di abbassare ulteriormente i prezzi corrisposti alle aziende.

“Il primo obiettivo deve essere garantire ai produttori un compenso adeguato, capace di coprire i costi sostenuti e assicurare un futuro al comparto”, sottolinea Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo. “È indispensabile applicare il principio di reciprocità alle produzioni provenienti dall’estero, evitando di imporre nuove regole alle sole imprese europee senza riconoscere loro una remunerazione equa”.