“Giocare, non gareggiare”: Prezzemolo e la memoria dei giochi antichi
A Vottignasco, nell’ambito della Sagra del Fagiolo, Mario Collino “Prezzemolo” ha raccontato il gioco come relazione e trasmissione di memoria, in un’intervista condotta da Folklore in Piemonte.
C’è un bambino che posa il tablet in grembo alla mamma e resta immobile, in silenzio, a guardare. Non uno schermo: un uomo che gioca. È uno dei ricordi che Mario Collino, in arte Prezzemolo, ha tirato fuori dalla sua valigia sabato 29 agosto a Vottignasco, e che dice più di molte statistiche sul rapporto tra le generazioni e il gioco.
L’incontro, intitolato “Giocare, non gareggiare”, si è tenuto nella Sala Mazzini nell’ambito di A Viè ‘ntle Vie, il festival dell’ospitalità rurale inserito nella 52ª Sagra del Fagiolo e della Salsiccia Nobile di Vottignasco De.Co. A condurlo, Cristina Bertolino di Folklore in Piemonte, con un formato insolito: non domande su un foglio, ma oggetti sul tavolo. È stata la valigia di Prezzemolo a scandire la conversazione, un oggetto dopo l’altro, dall’infanzia alla nascita del personaggio, fino alla domanda su quale gioco lasciare ai bambini del futuro.
La risposta di Collino è stata un fazzoletto. Un oggetto che non costa nulla e che, attraverso la creatività, può diventare tutto.
«Giocare, non gareggiare»: è il principio attorno a cui ruota la filosofia di Prezzemolo, e che nell’incontro ha trovato una declinazione concreta anche inattesa. Tra i luoghi che più hanno nutrito il suo repertorio, Collino cita le case di riposo — che definisce “case di sapienza” — veri depositi di giochi dimenticati e memorie ancora vive. Non a caso, alla serata erano presenti alcuni ospiti della Residenza per Anziani Fratelli Ariaudo di Levaldigi.
«I giochi di Prezzemolo non raccontano soltanto come ci si divertiva un tempo: raccontano ingegno, relazioni e memoria» ha spiegato Bertolino. «Per questo ho voluto che fossero proprio gli oggetti a guidare l’incontro».
La serata ha poi restituito al paese lo spirito della vijà — la veglia contadina, momento di lavoro collettivo ma anche di racconti, musica e trasmissione di saperi. Bertolino è salita sul palco per narrare una storia tratta da Tracce di Masche, l’atlante digitale interattivo che segue sul territorio piemontese le tracce lasciate dalle masche attraverso documenti, testimonianze orali e luoghi. A chiudere, gli Oràcuj d’la Masca, carte ispirate alla saggezza popolare.
Tra le vie del paese hanno trovato spazio anche le produzioni De.Co. di Vottignasco: la Salsiccia Nobile, la Toma ‘d Vutignasc, il Salame d’Oca stagionato e l’Amaro di Vottignasco.
Alla manifestazione, organizzata dalla Pro Loco presieduta da Gabriele Daniele con il patrocinio del Comune guidato dalla sindaca Valentina Bono, erano presenti il vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte Francesco Graglia, la consigliera regionale Federica Barbero e numerosi sindaci del territorio.

