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Fauna selvatica, estate da record nei centri di recupero: 800 animali in più rispetto al 2025
Racconigi, 4 agosto 2026 — Due giovani cicogne tornano in libertà dopo le cure al CRAS. Alla cerimonia di rilascio ha partecipato la consigliera regionale Sarah Disabato (M5S)

Quest’anno i CRAS piemontesi hanno già superato di quasi 800 unità i numeri dello scorso agosto. Il caldo estremo e i violenti temporali moltiplicano i casi. Fondi regionali garantiti grazie all’impegno della consigliera Disabato

Sono giorni di lavoro incessante, nei centri di recupero della fauna selvatica del Piemonte. Ogni mattina nuovi animali in difficoltà varcano le porte dei CRAS della rete regionale, portati da cittadini, guardie forestali, volontari. E i numeri di questa estate parlano chiaro: al 4 agosto 2026, gli animali presi in carico risultavano quasi ottocento in più rispetto alla stessa data dell’anno precedente. Un dato che non lascia spazio a interpretazioni: il cambiamento climatico si fa sentire anche sulla fauna.

A pesare, in particolare, sono le condizioni meteorologiche estreme — ondate di calore e violenti temporali estivi — che disorientano, feriscono e separano i giovani animali dai loro genitori prima che siano in grado di cavarsela da soli. Ne sanno qualcosa i tre centri della rete: il CRAS di Bernezzo, il CRAS LIPU di Tigliole e quello di Racconigi, dove ieri la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Sarah Disabato ha presenziato a un momento simbolico: il rilascio di due giovani cicogne, recuperate dopo i forti temporali delle settimane scorse e ora pronte a riprendere il volo.

«Fondi sicuri e continuativi sono la garanzia di un lavoro condotto seriamente a salvaguardia della fauna selvatica», ha sottolineato Disabato, che negli anni ha seguito con tenacia il dossier dei finanziamenti regionali destinati ai centri di recupero. Grazie anche al suo impegno e al sostegno dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, i tre CRAS possono oggi contare su risorse stabili per coprire attrezzature, personale specializzato e cure veterinarie. La fauna selvatica, ricorda la normativa, è patrimonio indisponibile dello Stato: tutelarla non è una scelta discrezionale, ma un obbligo.

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