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Zanzare, la prevenzione parte da casa: in Piemonte 180 trappole e 1.300 ovitrappole per monitorare i vettori
La zanzara tigre (Aedes albopictus) è tra le specie più monitorate in Piemonte: il 70% dei suoi focolai di riproduzione si trova in giardini e cortili privati.

Con il caldo aumenta la presenza delle zanzare e il rischio di arbovirosi. La Regione Piemonte investe 2,5 milioni l’anno nel monitoraggio, ma il 70% dei focolai si trova in aree private. Ecco cosa fare.

Con l’estate arrivano le zanzare, e con esse la necessità di tenere alta l’attenzione sulle malattie che questi insetti possono trasmettere. West Nile, Dengue, Chikungunya e Zika sono le principali arbovirosi monitorate anche in Italia, malattie che colpiscono sia gli esseri umani sia gli animali e che trovano nelle zanzare il loro principale vettore di diffusione.

In Piemonte il sistema di sorveglianza è strutturato e attivo tutto l’anno. La Regione finanzia annualmente con circa 2,5 milioni di euro un programma articolato, affidato all’IPLA — Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente — che coinvolge oltre 200 Comuni. Sul territorio sono distribuite circa 180 trappole per il monitoraggio delle zanzare adulte e una rete di circa 1.300 ovitrappole dedicate al controllo della zanzara tigre. Sotto osservazione anche aeroporti e nodi logistici, per intercettare l’ingresso di eventuali specie invasive. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta collabora alla ricerca dei virus West Nile e Usutu. Durante l’estate vengono applicati protocolli specifici anche sui prelievi di sangue per uso trasfusionale.

Ma la sorveglianza istituzionale da sola non basta. Secondo gli esperti, circa il 70% dei focolai di riproduzione della zanzara tigre si trova in proprietà private: giardini, cortili, terrazzi. Il contributo dei cittadini è quindi determinante. La misura più efficace è anche la più semplice: eliminare i ristagni d’acqua dove le zanzare depongono le uova. Sottovasi, secchi, grondaie ostruite, contenitori abbandonati — ogni piccola raccolta d’acqua può diventare un sito di riproduzione. Dove non è possibile eliminare il ristagno, esistono prodotti larvicidi specifici.

Sul fronte della protezione individuale, gli esperti consigliano l’uso di repellenti cutanei, abiti coprenti nelle ore serali e zanzariere alle finestre. Attenzione particolare va riservata a bambini, anziani e persone fragili.

Per chi ha in programma viaggi in aree tropicali o subtropicali, è opportuno informarsi in anticipo sulla situazione sanitaria del Paese di destinazione e sulle eventuali profilassi consigliate.