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Tartaruga azzannatrice e gatto del Bengala: nei guai per detenzione illegale di animali pericolosi
Una tartaruga azzannatrice sequestrata nell'abitazione di un cittadino del Cuneese: la specie è vietata dalla normativa italiana sulla detenzione di animali pericolosi. (Foto: Carabinieri Forestali – Gruppo di Cuneo)

I carabinieri forestali di Cuneo hanno sequestrato, in un’abitazione privata, una tartaruga azzannatrice, un gatto del Bengala, undici tartarughe di Herman e un gufo reale. Quattordici animali, molti dei quali detenuti senza le dovute autorizzazioni.

Una tartaruga capace di staccare le dita di una mano con un solo morso, un felino ibrido derivante dall’incrocio con il leopardo asiatico: non erano gli ospiti di uno zoo, ma di un’abitazione privata nel Cuneese. I militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) del Gruppo Carabinieri Forestale di Cuneo hanno eseguito una perquisizione su delega della Procura, portando alla luce una situazione che ha pochi precedenti nella provincia.

Nell’abitazione del soggetto indagato erano custoditi undici esemplari di tartaruga di Hermann (Testudo hermanni), tutti privi della documentazione CITES — la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie minacciate — e senza il microchip obbligatorio, in violazione della legge 150/1992. A questi si aggiungeva un gufo reale, trovato legato con una catena a un pilastro: condizioni ritenute incompatibili con le caratteristiche etologiche dell’animale, configurando il reato previsto dall’articolo 727 del codice penale.

Durante le perquisizioni, i militari hanno poi rinvenuto due animali che non possono in alcun modo essere considerati domestici: una tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina) e un gatto del Bengala. Entrambe le specie figurano nell’elenco degli animali pericolosi per l’incolumità pubblica, la cui detenzione è vietata dal decreto legislativo 135/2022. I due esemplari sono stati immediatamente sequestrati e affidati al personale del Centro Recupero Animali Selvatici.

La tartaruga azzannatrice è nota per la sua mandibola di potenza eccezionale, in grado — secondo le indicazioni fornite dagli stessi carabinieri — di mutilare una mano con un unico morso. Il gatto del Bengala è invece un felino ibridato tra il gatto domestico e il leopardo asiatico (Prionailurus bengalensis): la sua detenzione è consentita per legge soltanto a partire dalla quarta generazione.

Le indagini sono ancora in corso. Come previsto dalla normativa, l’indagato è da presumersi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, non escludendosi che possano emergere elementi a sua discolpa.

I carabinieri forestali colgono l’occasione per richiamare l’attenzione dei cittadini su un fenomeno in crescita: il ritrovamento di tartarughe selvatiche — tra cui le diffuse Testudo graeca, Testudo hermanni e Testudo marginata — in prossimità di strade o in situazioni di pericolo. L’invito è a non toccarle né trasportarle, ma a segnalarne la presenza agli enti competenti. Chiunque detenga esemplari di queste specie senza la necessaria documentazione rischia la denuncia penale, con pene che vanno dall’arresto fino a un anno e un’ammenda compresa tra 20.000 e 200.000 euro.

Sull’operazione è intervenuta anche l’USIC Piemonte e Valle d’Aosta, che ha espresso apprezzamento per il lavoro del NIPAAF di Cuneo.

gatto del bengala Gatto leopardo asiatico, ibrido tra un gatto domestico (Felis silvestrisi catus) e gatto leopardo (Prionailurus bengalensis).