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Piemonte, l’opposizione attacca sull’assestamento di bilancio: «Cirio tradisce le promesse sui tagli alle tasse»
Le presidenti dei gruppi di opposizione in Consiglio regionale attaccano la maggioranza di centrodestra sulla gestione dell'assestamento di bilancio 2026

Le presidenti dei gruppi consiliari di Pd, AVS, M5S e Stati Uniti d’Europa denunciano una gestione caotica e emendamenti dell’ultimo minuto a favore di «pochi eletti»

Documenti mai pronti, rinvii senza spiegazione, emendamenti dell’ultimo minuto su biblioteche, chiese e fiere locali. L’assestamento di bilancio della Regione Piemonte si trasforma in un campo di battaglia, e le presidenti dei gruppi di opposizione in Consiglio regionale non ci stanno: in una nota congiunta firmata da Gianna Pentenero (Pd), Alice Ravinale (AVS), Sarah Disabato (M5S) e Vittoria Nallo (Stati Uniti d’Europa), l’accusa nei confronti del presidente Alberto Cirio e della sua maggioranza è netta.

«Cirio prova a spacciare come “alleggerimento” un micro-sconto Irpef che vale in media 10 euro all’anno e che vedremo forse nel 2028: in realtà tradisce la promessa fatta ai cittadini di abbassare le tasse e accetta una vergognosissima spartizione», si legge nel documento.

Al centro della polemica c’è il metodo, oltre che il merito. Le quattro esponenti dell’opposizione descrivono un’aula in cui la discussione procede a singhiozzo, tra interruzioni continue e testi che cambiano senza preavviso, mentre Comuni, consorzi, enti del Terzo settore e aziende sanitarie aspettano risorse per programmare servizi e interventi concreti. Le ASL piemontesi, sottolineano, si trovano già a fare i conti con una serie di obiettivi che definiscono «tagli significativi».

A irritare ulteriormente l’opposizione sono gli emendamenti presentati dalla maggioranza di centrodestra: contributi a singole realtà locali — biblioteche, chiese, fiere, Comuni — che secondo le firmatarie seguono una «logica della spartizione» piuttosto che una visione d’insieme. «Si tratta di modifiche talmente imbarazzanti da squalificare il metodo politico», si legge nella nota.

Sul piano dei contenuti, restano senza risposta una serie di impegni già assunti in sede di bilancio: dalla salute mentale ai disturbi alimentari, dal diritto allo studio ai voucher, fino alle famiglie nelle aree marginali e ai bambini con disturbi dell’apprendimento. «Per il centrodestra le risposte alle esigenze riguardano solo pochi eletti», scrivono le presidenti.

L’opposizione annuncia che proverà a intervenire con propri emendamenti e ordini del giorno su non autosufficienza, crisi idrica, cultura, voucher scolastici — con maggiorazioni per alunni con bisogni educativi speciali e per chi risiede in aree montane e marginali —, case popolari, agricoltura e trasporti. Una risposta, anche, alla definizione di Cirio, che aveva chiamato quegli ordini del giorno «emozioni».

La chiusura è un atto d’accusa diretto: «Il Piemonte è una delle regioni più tassate d’Italia e a pagare sono sempre le fasce più vulnerabili».