Piemonte, fondo regionale per i rider: ordine del giorno approvato all’unanimità
Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno di AVS per un Fondo a sostegno dei rider delle piattaforme digitali. Ora la sfida è inserire le risorse nel prossimo bilancio.
Sotto la pioggia o nel gelo, in sella a una bici o uno scooter, i rider delle piattaforme digitali attraversano ogni giorno le città piemontesi senza una rete di sicurezza adeguata. Un guasto al mezzo, un infortunio, un temporale fuori stagione: basta poco per perdere la giornata — e il guadagno. Un primo riconoscimento istituzionale arriva ora dal Consiglio regionale del Piemonte, che ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato da AVS a prima firma Cera, per l’istituzione di un Fondo regionale a sostegno dei lavoratori impiegati attraverso le piattaforme di consegna.
Il voto unanime non è un esito scontato. La proposta arriva dopo anni di interrogazioni, manifestazioni e battaglie condotte insieme ai rider e alle organizzazioni che ne tutelano i diritti. «Non possiamo accettare che tutto il rischio venga scaricato su chi pedala e consegna, mentre le piattaforme continuano a organizzare il lavoro e a produrre profitti», sottolinea il gruppo AVS, precisando che il fondo non intende sostituire gli obblighi delle imprese, ma rappresentare uno strumento concreto di protezione e un primo riconoscimento formale di una condizione lavorativa ancora priva di tutele sufficienti.
Il fatto che l’intero consiglio abbia votato a favore trasforma la misura da proposta di minoranza a impegno collettivo di tutte le forze politiche. Resta però da compiere il passo decisivo: tradurre la dichiarazione di intenti in stanziamenti reali. AVS annuncia che seguirà ogni passaggio del percorso, incalzando la Giunta regionale affinché il Fondo e le risorse necessarie compaiano nel prossimo bilancio regionale. «Un ordine del giorno non deve restare una dichiarazione di intenti», avverte il gruppo, che promette un monitoraggio puntuale per evitare che l’impegno votato all’unanimità venga «dimenticato o svuotato».

