Ospedali di Comunità, la CISL FP insorge: «Non si aprono le strutture con il personale a rotazione»
La CISL FP Cuneo si oppone alla scelta dell’ASL CN1 di coprire i turni H24 negli Ospedali di Comunità con personale a rotazione dai Distretti. Il confronto è rinviato a settembre, ma il sindacato chiede soluzioni strutturali.
Aprire le nuove strutture sanitarie è necessario, ma non a qualunque condizione. È questa, in sintesi, la posizione della CISL FP Cuneo dopo l’incontro del 10 luglio con la Direzione dell’ASL CN1, nel quale l’azienda sanitaria ha comunicato alle organizzazioni sindacali la propria intenzione di ricorrere alla rotazione del personale dei Distretti per garantire la copertura dei turni H24 negli Ospedali di Comunità.
Una soluzione che l’ASL ritiene indispensabile per rispettare i tempi di attivazione previsti dal DM 77, la norma che ridisegna l’assistenza sanitaria territoriale. Ma che per il sindacato rischia di trasformare strutture nate con ambizioni ambiziose in semplici contenitori privi di sostanza.
«La continuità assistenziale, la sicurezza delle cure e la costruzione di équipe multiprofessionali stabili rappresentano il cuore della riforma territoriale e mal si conciliano con una rotazione sistematica e periodica del personale», sottolinea Mauro Olocco della CISL FP Cuneo. Il rischio denunciato è concreto: investire risorse e professionalità senza costruire davvero il modello previsto dalla riforma, riducendo Case della Comunità e Ospedali di Comunità a «scatole vuote», prive di personale stabile e competenze consolidate.
L’azienda, al termine della riunione, ha riconosciuto che il confronto non è chiuso e ha proposto di valutare a settembre soluzioni alternative: dall’assegnazione diretta del personale tramite concorso alla mobilità volontaria, fino all’eventuale ricorso a società in house — strumenti già sperimentati, con modalità diverse, in altre realtà piemontesi.
Per la CISL FP il nodo non è l’apertura in sé, ma che le misure emergenziali non diventino la norma. «L’apertura dei servizi non deve tradursi in soluzioni destinate a diventare permanenti per mancanza di programmazione», aggiunge Olocco. Stefano Rosso rilancia: il sindacato continuerà a premere affinché si passi rapidamente a un’organizzazione stabile, nell’interesse dei lavoratori e dei cittadini.
A chiudere è il Segretario Generale Fabrizio Silvestro, che allarga la prospettiva: «Il tema va affrontato anche a livello regionale, per definire linee di indirizzo omogenee ed evitare difformità nei modelli assistenziali tra le diverse aziende sanitarie del Piemonte».

