Montà, undici associazioni unite: «Fermate l’abbattimento dei 136 pioppi cipressini»
Esposto ai Carabinieri Forestali di Alba e richiesta di sospensione immediata degli interventi. Nel mirino la relazione tecnica del Comune, ritenuta insufficiente: «Nessuna valutazione individuale albero per albero»
Undici associazioni ambientaliste hanno presentato un esposto al Comando Carabinieri Forestali di Alba per chiedere la sospensione dell’abbattimento graduale di 136 pioppi cipressini nell’area artigianale del Comune di Montà, nel Roero. Il documento, firmato da Cesare Cuniberto nella sua qualità di presidente di ComuneRoero ODV, è indirizzato anche al sindaco Gianluca Costa e alla Soprintendenza del Ministero della Cultura.
La questione era già emersa pubblicamente il 25 giugno scorso, in occasione di un incontro con la cittadinanza. Ora le associazioni — tra cui Italia Nostra Piemonte, Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langhe e Roero, Pro Natura Piemonte, Canale Ecologia ODV, Forum Salviamo il Paesaggio e altre realtà del territorio — passano alle vie formali.
Il nodo centrale è tecnico. Le associazioni contestano che la relazione redatta dall’agronomo incaricato dal Comune non sia fondata su una Visual Tree Assessment (VTA), la metodologia riconosciuta a livello internazionale per valutare la stabilità e le condizioni fitosanitarie di ogni singolo albero. Senza questa analisi individuale, sostengono i firmatari, non esistono elementi sufficienti a giustificare un abbattimento di tale portata. Chiedono quindi una controperizia indipendente, affidata a un professionista qualificato e condotta con metodo VTA, che valuti prima di tutto le possibili alternative: potatura, consolidamento, manutenzione straordinaria.
C’è anche una responsabilità che viene indicata esplicitamente: secondo le associazioni, il deterioramento di alcune piante sarebbe riconducibile alla mancata manutenzione ordinaria da parte dell’amministrazione comunale negli ultimi anni — assenza di potature programmate e mancata rimozione dei rami secchi — che avrebbe aggravato nel tempo una situazione altrimenti gestibile.
Nell’esposto si chiede ai Carabinieri Forestali di disporre un sopralluogo urgente prima di qualsiasi intervento, per verificare lo stato dei luoghi e la congruità della documentazione tecnica disponibile. Si chiede inoltre che il Comune provveda con urgenza alla rimozione dei rami secchi e programmi le potature per il periodo autunnale.
I firmatari non lasciano margini di ambiguità sulle intenzioni: si opporranno «con ogni mezzo consentito dall’ordinamento, in tutte le sedi amministrative e giudiziarie», a qualsiasi abbattimento non sorretto da una istruttoria tecnica completa e scientificamente fondata.

