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Mattarella: «Le leggi non si cambiano in base ai singoli casi»
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia del Ventaglio, occasione tradizionalmente riservata all'incontro con i rappresentanti della stampa parlamentare.

Al Ventaglio, Mattarella avverte: rivedere le norme sulla legittima difesa dopo il caso Roggero sarebbe un cedimento dello Stato. Le leggi devono restare generali, non plasmate sui singoli episodi.

La cerimonia del Ventaglio diventa questa mattina l’occasione per un intervento netto del Presidente della Repubblica sul tema della certezza del diritto. Sergio Mattarella prende spunto dalla condanna del gioielliere Mario Roggero — e dal dibattito politico che ne è seguito — per fissare un principio che considera non negoziabile: le leggi non si riscrivono a partire dai singoli episodi.

Il richiamo presidenziale è diretto. Modificare le norme sulla legittima difesa in risposta a casi specifici, per quanto emotivamente carichi, equivarrebbe secondo Mattarella a un’abdicazione dello Stato rispetto alla sua funzione primaria. In una società civile, avverte il Capo dello Stato, sono i comportamenti individuali a doversi conformare alle leggi, e non il contrario.

Il punto è la natura stessa della norma giuridica: generale e astratta, applicabile a tutti e non plasmata sull’eccezione. Stravolgere questo equilibrio, cedendo a spinte emotive o a strumentalizzazioni politiche, rischierebbe di compromettere la sicurezza collettiva che il sistema giuridico è chiamato a garantire. Un’architettura in cui la vita umana resta, per definizione, al di sopra dei beni materiali.

Il messaggio del Quirinale si colloca così al di fuori del perimetro della polemica contingente, per richiamare l’intero sistema politico a una responsabilità più ampia: quella di custodire l’integrità dell’ordinamento contro le pressioni del momento.