la manifestazione
|“Lavoriamo di notte per 800 euro, metà spesi in carburante”: a Cuneo la protesta dei lavoratori di Poste
Presidio al Centro Logistico promosso dalla SLC-CGIL. I dipendenti raccontano le difficoltà tra part-time a 18 ore, turni notturni e trasferte da Torino: «Serve dignità contrattuale»
Cuneo. Trasformare quei contratti “part-time” in “full-time”, sia per garantire più dignità e prospettive ai lavoratori sia perchè esiste una effettiva necessità di una maggiore “forza lavoro” al Centro Logistico di Poste Italiane a Cuneo. E’ quanto chiedono i lavoratori che alle 12 di oggi (martedì 28 luglio) hanno preso parte al presidio organizzato dal sindacato SLC-CGIL al Centro Logistico di Cuneo di Poste Italiane. Donne e uomini di ogni età (molti giovani), residenti nel Torinese e da oltre due anni dipendenti dell’azienda con contratti da 18 ore settimanali prevalentemente notturne, chiedono di poter lavorare di più al fine di poter guardare con maggiore serenità al futuro.
La mobilitazione odierna arriva a pochi giorni dalla firma di un accordo quadro nazionale, siglato il 23 luglio, che prevede 100 trasformazioni a tempo pieno in tutta Italia per la divisione Logistica. Un numero che il sindacato definisce un “primo passo”, ma del tutto inadeguato rispetto alle necessità reali.
Nunzia Mastrapasqua, segretario regionale SLC-CGIL, ribadisce la necessità che una quota significativa di queste trasformazioni venga assegnata proprio al nodo di Cuneo: “Chiediamo che una gran parte di quei 100 passaggi avvenga qui, perché in questo centro c’è carenza e necessità di personale a tempo pieno”.
Tra i manifestanti, le storie di Sandra e Carmelo raccontano dei sacrifici quotidiani di chi deve viaggiare partendo da Torino. “Facciamo 200 chilometri al giorno, partendo alle 2:30 di notte o a mezzanotte” hanno spiegato, sottolinenado come gli stipendi siano ormai completamente erosi dai costi vivi. Con una busta paga che si aggira intorno agli 800 euro (arrivando a 1.000 solo grazie alle indennità notturne), le spese per il trasporto diventano insostenibili: “Spendiamo circa 480 euro al mese solo di gasolio. I mezzi pubblici sono incompatibili con i nostri orari notturni e il servizio notturno, tolto durante la pandemia, non è mai stato ripristinato”.
Per la SLC-CGIL, la trasformazione a full-time non è solo una questione di ore contrattuali, ma di dignità lavorativa. Molti dipendenti, che si tratti di 50enni come Sandra e Carmelo o di giovani con progetti di vita da costruire, si trovano impossibilitati a fare programmi a lungo termine a causa di entrate che bastano appena a coprire l’affitto e le spese di viaggio. Il sindacato ha dunque confermato che la mobilitazione non si fermerà fino a quando Poste Italiane non fornirà risposte concrete e tutele adeguate per le maestranze cuneesi, garantendo che il diritto a un lavoro stabile non sia più rinviato.




