Fossano, minoranza sulla sicurezza: «Rigenerare la zona della stazione, non solo controllarla»
Sei consiglieri comunali di opposizione propongono un piano articolato dopo l’incontro in municipio del 17 luglio: videosorveglianza collegata ai Carabinieri, distaccamento della Polizia Locale e un mercato settimanale davanti alla stazione
Più luce, più persone, più vita. È la ricetta che i sei consiglieri comunali di minoranza di Fossano — Simona Ballario, Francesco Balocco, Mirella Brizio, Lorenzo Cassine, Simone Chiapello e Paolo Lingua — hanno messo nero su bianco dopo l’incontro sulla sicurezza urbana svoltosi in Municipio il 17 luglio scorso.
Il documento, diffuso a margine della riunione, non si limita a chiedere più controlli. Al centro c’è una visione più ampia: la rigenerazione urbana come strumento di prevenzione, a partire dal quartiere della Stazione, indicato come il più critico ma non come l’unico con criticità.
Sul fronte della sicurezza attiva, le proposte sono concrete. I consiglieri chiedono di collegare il sistema di videosorveglianza esistente al comando dei Carabinieri, per aumentarne l’efficacia operativa. Propongono inoltre di aprire un distaccamento della Polizia Locale al primo piano della stazione, attualmente inutilizzato, e di dotare gli agenti di biciclette a pedalata assistita per garantire una presenza più capillare sul territorio. «Il loro ruolo è anche questo: un presidio di legalità ma anche di vicinanza, di contatto con le persone», si legge nel testo.
Ma è sul fronte della coesione sociale che il documento si fa più articolato. Il quartiere della stazione è, a Fossano, quello con la più alta concentrazione di residenti di origine straniera: per questo, sottolineano i consiglieri, è fondamentale «non isolarli» ma costruire nuove forme di partecipazione. Si chiede di incentivare le associazioni a proporre attività sociali e ricreative negli spazi oggi poco frequentati fuori dal centro storico, di coinvolgere i comitati di borgo — già attivi su questo fronte — e di ripristinare le attività di educativa di strada, sospese da tempo.
L’idea forse più originale riguarda il commercio: avviare un dialogo con i commercianti ambulanti per valutare l’istituzione di un mercato settimanale nella piazza antistante la stazione, sul modello di quanto già avviene in piazza Dompè.
«Ogni contributo sia dei cittadini che delle forze dell’ordine significa non abbandonare i quartieri della città, ma viverli e averne cura», concludono i sei consiglieri. «Ripartiamo da qui, insieme.»

