Ferrovia Cuneo-Ventimiglia, la nuova convenzione entra in vigore tra speranze e polemiche sulle tariffe
Dal 1° luglio la nuova convenzione italo-francese regola la Cuneo-Ventimiglia dopo 21 anni di stallo. Ma l’Osservatorio Ferrovia del Tenda denuncia il puntuale aumento dei biglietti, arrivati a 9,75 euro.
Dopo ventun anni di attesa, un decreto firmato a Parigi cambia le sorti di una linea ferroviaria che attraversa le Alpi tra Piemonte, Liguria e Costa Azzurra. Da oggi, 1° luglio 2026, è entrata in vigore la nuova convenzione intergovernativa per la gestione e l’esercizio della ferrovia Cuneo-Ventimiglia. Il decreto della Repubblica francese n. 2026-539, firmato il 24 giugno scorso, ha chiuso l’iter di ratifica dell’accordo siglato il 24 aprile 2024 a Milano, al termine di un negoziato lungo e complicato tra i governi italiano e francese.
Il nuovo testo non produrrà effetti immediati sui binari, ma pone le basi per lo sviluppo futuro dell’infrastruttura. L’obiettivo, dichiarato dall’Osservatorio Ferrovia del Tenda in un comunicato diffuso oggi, è trasformare la Torino-Cuneo-Ventimiglia e il suo prolungamento verso Nizza in una moderna ferrovia transfrontaliera. La convenzione affida al gestore d’infrastruttura italiano la responsabilità della pianificazione degli orari dei treni, in accordo con le imprese ferroviarie coinvolte, e chiarisce il riparto degli oneri di manutenzione e dei costi di gestione in base al numero di treni in circolazione, garantendo un principio di proporzionalità con una soglia minima del 25% dei costi complessivi della linea.
Con il 1° luglio decade invece la vecchia convenzione del 24 giugno 1970, entrata in vigore nel 1974. Il vecchio accordo aveva alimentato per decenni la tensione tra i gestori dell’infrastruttura italiano e francese: un contenzioso che dal 2005 ha progressivamente eroso i collegamenti transfrontalieri, a partire dalla tratta Torino-Nizza, fino al cambio orario di dicembre 2013, quando l’offerta si ridusse a due sole coppie di treni al giorno e la velocità venne limitata per precauzione a 40 km/h nel tratto francese.
È dunque, come scrive l’Osservatorio, l’ora di ripartire dopo 21 anni di agonia. Per il 2028 è previsto l’avvio dei lavori destinati a riportare la velocità a 80 km/h, con un risparmio stimato di circa un’ora sui tempi di percorrenza attuali e treni finalmente competitivi rispetto all’automobile.
“Le recenti dichiarazioni del governatore Alberto Cirio ci danno speranza che il percorso vada nel verso giusto”, si legge nel comunicato dell’associazione, che accompagna però il giudizio positivo sulla convenzione a un rilievo critico sul fronte tariffario. Dal 2019, infatti, la Regione Piemonte aumenta puntualmente le tariffe ogni 1° luglio, e quest’anno non ha fatto eccezione: un biglietto per adulto da Cuneo a Ventimiglia costa oggi 9,75 euro, una cifra che si avvicina sensibilmente al costo di un viaggio in auto, stimato dall’Osservatorio attorno agli 11 euro ai prezzi attuali del carburante. Il risultato, denuncia l’associazione, è che non appena si viaggia in due l’automobile torna a essere l’opzione più economica, vanificando il presupposto ambientale che dovrebbe sostenere il trasporto su ferro.
Resta aperto anche il nodo dei finanziamenti. Sono già stati coperti i due studi tecnici necessari a individuare gli interventi da realizzare, ma non risultano ancora stanziati i fondi per eseguire i lavori, quantificati in circa 90 milioni di euro per la prima fase, da dividere tra Italia e Francia secondo lo stesso criterio previsto dalla nuova convenzione per la manutenzione ordinaria. L’Osservatorio si dice fiducioso che lo stanziamento arriverà a breve, mentre sul modello di esercizio da adottare il confronto con le istituzioni coinvolte prosegue, con l’ipotesi di un potenziamento del servizio realizzato per fasi successive.

