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Ferrovia Ceva-Ormea, Calderoni (PD): «La Regione chiarisca se vuole spostare i fondi»
La ferrovia Ceva-Ormea è sospesa da anni: ora si teme che i fondi per la sua riattivazione vengano dirottati su altre linee.

Il consigliere democratico chiede alla Giunta trasparenza sul futuro della linea sospesa nella Valle Tanaro: «Oltre due anni di aspettative non possono essere liquidati con un’intervista»

Da un obiettivo dichiarato a un possibile dietrofront. La vicenda della ferrovia Ceva-Ormea torna al centro del dibattito politico piemontese, e stavolta con toni più accesi. A sollevare la questione è Mauro Calderoni, consigliere regionale del Partito Democratico, che chiede alla Giunta regionale di fare chiarezza sul destino dei fondi stanziati per la riattivazione della linea, sospesa da anni e da anni attesa dalla Valle Tanaro.

«Se la Regione Piemonte sta davvero valutando di destinare ad altre linee ferroviarie le risorse previste per la riattivazione della Ceva-Ormea, è arrivato il momento di fare piena chiarezza», dichiara Calderoni. Il riferimento è a quanto emerso nelle ultime settimane: la riattivazione non sarebbe più programmabile entro il 2028 e la Regione starebbe valutando una rimodulazione del piano delle linee sospese, con il rischio concreto che le risorse vengano dirottate altrove.

Un cambio di rotta che stride con gli impegni assunti. Nel marzo 2024 il presidente Alberto Cirio aveva indicato la riapertura della Ceva-Ormea come obiettivo della Regione; nel gennaio 2026 la Giunta aveva ribadito pubblicamente quell’impegno, avviando anche un confronto con gli amministratori locali, RFI e il gestore del servizio. «Questo rappresenta un cambio di indirizzo politico che non può essere liquidato con poche righe o con un’intervista», sottolinea il consigliere PD.

Calderoni esclude che la sua posizione nasconda una logica competitiva tra territori. «Non mi interessa alimentare una competizione tra la Valle Tanaro e altri territori piemontesi. Sarebbe un errore gravissimo», precisa. «Le aree interne non devono essere messe una contro l’altra per contendersi risorse sempre più limitate: è compito della Regione costruire una programmazione credibile e garantire pari dignità ai territori».

Al centro della critica c’è anche la gestione istituzionale della questione. Se RFI ha aggiornato le proprie valutazioni sui costi per il ripristino della linea, sostiene Calderoni, la Giunta avrebbe dovuto informare tempestivamente il Consiglio regionale, i sindaci e le comunità interessate. «Invece, si è continuato a parlare di riapertura, salvo poi scoprire che forse si sta valutando di cambiare completamente rotta».

Il consigliere annuncia che chiederà alla Giunta di rispondere formalmente su tre punti: se intenda confermare l’impegno sulla Ceva-Ormea, quali siano oggi le priorità del piano regionale per le linee sospese, e se le risorse inizialmente previste per la Valle Tanaro possano essere trasferite su altri interventi. «La mobilità delle aree interne non può essere gestita con una politica degli annunci. Servono trasparenza, programmazione e rispetto istituzionale».