Ddl caccia, il Consiglio comunale di Cuneo chiederà di coinvolgere la Commissione Ambiente
Cinque gruppi di minoranza hanno presentato un ordine del giorno che impegna sindaco e giunta a sostenere presso il governo l’esame congiunto della proposta di legge da parte delle commissioni Ambiente e Agricoltura. Sullo sfondo, le critiche di associazioni ambientaliste, scienziati e della stessa Commissione europea
Il nuovo disegno di legge sulla caccia — approvato dal Senato il 23 giugno e ora all’esame della Camera — arriva lunedì in Consiglio comunale a Cuneo, dove cinque gruppi di minoranza hanno depositato un ordine del giorno che chiede al sindaco e alla giunta di farsi portavoce presso gli organi di governo di una richiesta precisa: che l’esame della proposta venga affidato alle Commissioni riunite VIII Ambiente e XIII Agricoltura, e non alla sola Commissione Agricoltura come avviene finora.
A firmare il testo sono i consiglieri di Cuneo Mia, Cuneo per i Beni Comuni, Indipendenti, Siamo Cuneo e Forza Italia. Il documento ricostruisce puntualmente i contenuti del disegno di legge n. 1552 — già A.C. 2984 alla Camera — e le ragioni del dissenso che ha accompagnato il suo percorso parlamentare.
Il DDL, presentato dai senatori Malan, Romeo, Gasparri e Salvitti, introduce modifiche significative rispetto alla legge n. 157 del 1992: ridefinisce la caccia come attività che concorre alla tutela della biodiversità e dell’ecosistema; amplia le specie cacciabili, aggiungendo tra le altre l’oca selvatica e il piccione di città; consente la caccia agli ungulati e ai cinghiali su terreni innevati; elimina il divieto di caccia nei pressi dei valichi montani attraversati dalle rotte migratorie, lasciando la proibizione attiva solo in determinati periodi dell’anno; prevede la liberalizzazione dei richiami vivi, con la possibilità di catturare fino a dieci uccelli per specie; e ridimensiona il ruolo dell’ISPRA, l’istituto che fornisce consulenza scientifica ai ministeri in materia ambientale. Viene inoltre meno un calendario venatorio unico nazionale, con le Regioni chiamate ad acquisire maggiori competenze in materia.
L’ordine del giorno ricorda che cinquantasette associazioni ambientaliste, animaliste, scientifiche ed escursionistiche hanno chiesto il coinvolgimento della Commissione Ambiente nell’esame della proposta, finora ignorato. Le critiche al testo non provengono solo dal mondo ambientalista: il documento cita scienziati, ricercatori, esponenti del mondo cattolico e figure di diversa collocazione politica. Anche la Commissione europea ha sollevato dubbi, segnalando possibili violazioni delle Direttive Uccelli e Habitat, in particolare riguardo all’estensione della caccia fuori stagione e alla liberalizzazione dei richiami vivi. Il WWF ha avviato una raccolta firme contro la legge, che ha raggiunto quasi 400mila adesioni, cui si è affiancata una lettera dei presidenti di dodici società scientifiche italiane.
L’impegno chiesto alla sindaca Patrizia Manassero dai consiglieri Aniello Fierro, Claudio Bongiovanni, Franco Civallero, Giancarlo Boselli, Luciana Toselli, Mavy Civallero, Paolo Armellini, Ugo Sturlese è triplice: sostenere presso il governo l’esame congiunto delle due commissioni parlamentari; appoggiare la presentazione di emendamenti volti a ridurre i potenziali danni al patrimonio faunistico e trasmettere l’ordine del giorno a tutti gli organi di governo competenti. Una richiesta che difficilmente la maggioranza respingerà e che quindi sarà quasi sicuramente accolto all’unanimità da tutti i gruppi politici del consiglio comunale.

