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Cuneo, nuove regole contro il degrado urbano: l’addendum al Regolamento passa in commissione
La Polizia Locale di Cuneo: con il nuovo Regolamento di Polizia Urbana, gli agenti avranno strumenti normativi più solidi per contrastare il degrado e la mendicità molesta.

Il 7 luglio la VI e VII Commissione consiliare di Cuneo hanno esaminato il nuovo Titolo Secondo Bis del Regolamento di Polizia Urbana, che rafforza gli strumenti contro mendicità molesta e degrado.

Meno ordinanze, più norme stabili. Cuneo si dota di un quadro giuridico più solido per contrastare il degrado urbano: il 7 luglio 2026 la seduta congiunta della VI e VII Commissione consiliare ha esaminato l’addendum al Regolamento di Polizia Urbana, un documento costruito in mesi di lavoro da una sottocommissione paritetica di otto consiglieri, equamente divisi tra maggioranza e minoranza.

Il testo introduce il cosiddetto “Titolo Secondo Bis” e nasce da un’esigenza concreta: trasformare in norma definitiva quelle misure anti-degrado che l’amministrazione ha sperimentato negli ultimi anni affidandosi alle ordinanze sindacali, strumenti per natura più fragili e più esposti a impugnazioni in sede giuridica.

«L’obiettivo è dare una cornice giuridica precisa e puntuale», ha spiegato l’assessora Cristina Clerico, illustrando la filosofia alla base dell’intervento. Tra le novità tecniche più significative figura una clausola di rinvio nelle norme transitorie: un meccanismo che consentirà al Comune di recepire automaticamente le novità legislative nazionali — come il pacchetto sicurezza 2026 — senza dover ogni volta riaprire l’iter in commissione. A illustrarlo è stato il Comandante della Polizia Locale Bernardi.

Sul tema della mendicità molesta, il regolamento opera una distinzione netta: non si intende colpire l’indigenza come condizione, ma i comportamenti che producono molestia o una forma di pressione psicologica sui cittadini. Per garantire il rispetto dei diritti, ogni verbale dovrà essere motivato con precisione dagli agenti, raccogliendo ove possibile anche la testimonianza della persona coinvolta — un passaggio che supera la genericità delle norme penali depenalizzate.

Lo strumento operativo principale resta il Daspo urbano, affiancato dall’ordine di allontanamento per 48 ore dalle aree sensibili. La logica dichiarata è quella della prevenzione anticipata: intervenire prima che si consumino reati conclamati, muovendosi sul filo sottile tra tutela della sicurezza e rispetto della libera circolazione. «L’ordinamento sta cercando sempre più di anticipare la tutela senza violare i diritti», ha sottolineato l’assessore Clerico. Le sanzioni pecuniarie per le violazioni reiterate seguono la normativa nazionale e vanno dai 300 ai 900 euro.

In chiusura, l’attenzione si è spostata sulla formazione del personale: affinché le nuove norme producano effetti concreti, ha ribadito la commissione, è indispensabile che gli agenti sappiano interpretare correttamente ogni contesto operativo, riducendo al minimo il rischio di errori o di applicazioni improprie.