il verde di tutti
|Cuneo, la guerra alle erbacce si combatte in tre mosse: decoro, salute e sostenibilità
La V Commissione ha esaminato l’aggiornamento del piano comunale contro la vegetazione infestante: 150mila euro l’anno, diserbo meccanico e chimico mirato, tutela della biodiversità e la sfida di comunicare ai cittadini le scelte tecniche.
Un ciuffo d’erba che spunta tra le fughe del marciapiede può sembrare un dettaglio trascurabile. Non lo è, se a spiegarlo è chi deve gestirne le conseguenze: buche nell’asfalto, allergie stagionali, zecche in agguato ai bordi dei sentieri. Se n’è discusso nell’ultima seduta della V Commissione Consiliare, riunitasi martedì, dove è stato presentato l’aggiornamento del Piano di contenimento della vegetazione infestante ed allergenica del Comune.
A illustrare i numeri dell’operazione è stato l’assessore Gianfranco Demichelis, che ha parlato di un budget annuo di 150.000 euro, finanziato attraverso la TARI. La quota più consistente, circa 130.000 euro, è destinata al diserbo meccanico, il metodo che l’amministrazione privilegia ma che porta con sé un limite evidente. “Il diserbo meccanico è un processo ‘green’ ma con scarsi risultati“, ha ammesso l’assessore, paragonando l’operazione al taglio dell’erba del giardino di casa, destinata a ricrescere nel giro di pochi giorni. Con le risorse a disposizione, il Comune riesce a garantire in media tre passaggi l’anno su tutto il territorio.
Per affinare la strategia, l’amministrazione si è rivolta ancora una volta all’agronomo Dario Mondino, chiamato a fare chiarezza su un tema spesso avvolto da diffidenza. Il tecnico ha ricordato che l’approccio meccanico, da solo, non basta: non raggiunge le radici delle piante perenni, non penetra nelle fessure più profonde e non può essere impiegato sulla ghiaia senza rovinarla.
Sul fronte della sicurezza, Mondino ha rassicurato sulla rigidità della normativa europea in materia di prodotti fitosanitari. “In Europa, se si scopre una sostanza pericolosa, viene sospesa per precauzione“, ha spiegato, precisando che i prodotti individuati per Cuneo hanno tempi di rientro – l’intervallo prima che un’area possa essere nuovamente calpestata in sicurezza – pari a zero o comunque limitati alla semplice asciugatura.
Tra le novità del piano c’è l’attenzione dedicata al Parco Parri, dove interventi mirati con prodotti autorizzati serviranno a proteggere i vialetti in stabilizzato dall’avanzata della vegetazione. Resta però un vincolo normativo netto: la legge vieta l’uso del glifosate nelle aree frequentate da gruppi vulnerabili, come scuole, parchi gioco e strutture sanitarie. In questi spazi l’amministrazione punta su soluzioni alternative e su una programmazione più attenta alla biodiversità, come suggerito dal consigliere Bongiovanni, che ha proposto di lasciare crescere l’erba alta in alcune zone per favorire gli insetti impollinatori.
Il piano non risponde soltanto all’esigenza di marciapiedi puliti. Dietro la vegetazione incolta si nascondono rischi concreti per la salute pubblica: dalle piante allergeniche come parietaria e graminacee, ai forasacchi – pericolosi soprattutto per i cani –, fino alla proliferazione delle zecche, che trovano rifugio proprio negli steli d’erba alta ai margini dei percorsi pedonali.
Dal confronto in commissione è emersa anche una questione di metodo: comunicare meglio le scelte tecniche alla cittadinanza. I consiglieri hanno segnalato una contraddizione ricorrente nelle segnalazioni dei residenti, che da un lato lamentano la presenza di erba sui marciapiedi e dall’altro temono l’uso di prodotti chimici. Il cittadino, hanno osservato, non vuole il rumore del decespugliatore, non vuole l’erba alta, ma non vuole nemmeno i trattamenti.
A chiudere l’intervento, l’assessore Demichelis ha ribadito l’impegno dell’amministrazione a trovare un giusto equilibrio tra le diverse esigenze, ringraziando anche i volontari del verde che, soprattutto nelle frazioni, integrano il lavoro comunale garantendo una manutenzione che il solo bilancio pubblico non potrebbe sostenere.

