Cuneo e il caldo estremo: dai parchi ai rifugi antiaerei, la città cerca le sue oasi climatiche
Discussa in Consiglio comunale l’interpellanza del consigliere Sturlese sui rifugi climatici: un sistema di spazi gratuiti per proteggere i cittadini — soprattutto gli anziani — dalle ondate di calore
Quando il termometro sale oltre ogni soglia di guardia, dove va chi non ha un condizionatore, chi è solo, chi è fragile? È la domanda al centro dell’interpellanza che il consigliere Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni) ha portato in Consiglio comunale il 20 luglio, aprendo una discussione concreta su come Cuneo intenda attrezzarsi contro le ondate di calore estremo.
I rifugi climatici — spazi aperti o chiusi, accessibili gratuitamente durante le emergenze termiche — sono una misura raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per ridurre la mortalità da caldo, in particolare tra la popolazione anziana. E Cuneo, a sentire gli assessori intervenuti nel dibattito, ha già alcune risorse da valorizzare.
L’assessore Demichelis ha ricordato che il patrimonio verde della città svolge già una funzione attiva contro le isole di calore: il Viale degli Angeli, il Parco Monviso, il Parco della Resistenza e le aree del Parco Fluviale Gesso e Stura — dal Bosco della Crocetta alle Basse Sant’Anna — sono luoghi che nelle ore più torride offrono già sollievo naturale. Sul fronte dei luoghi della cultura, l’assessora Clerico ha indicato la futura biblioteca di Palazzo Santa Croce come un rifugio climatico d’eccellenza, grazie ai sistemi di raffrescamento sostenibili previsti nel progetto; in attesa dell’apertura, il chiostro di San Francesco potrebbe svolgere una funzione analoga.
La proposta più insolita è arrivata però dal dibattito sui rifugi antiaerei della città: strutture che mantengono temperature naturali tra i 16 e i 20 gradi e che potrebbero essere riconvertite per eventi e ristoro nelle giornate più difficili.
Non è mancato il confronto tecnico. Il consigliere Bongiovanni ha espresso riserve sull’uso di ambienti con aria condizionata, che scaricano calore all’esterno aggravando il problema, e ha proposto in alternativa nebulizzatori d’acqua e strutture ombreggianti mobili o naturali. Sul fronte degli interventi strutturali a lungo termine, sono stati citati la forestazione dei Giardini Fresia, il completamento di Parco Parri e la creazione di un bosco urbano nell’area dell’ex caserma Montezemolo.
Sturlese ha chiuso rimarcando un punto spesso sottovalutato: non basta creare gli spazi, occorre comunicarli. I cittadini devono sapere dove andare e come comportarsi nelle ore più critiche della giornata.
L’amministrazione ha confermato che il tema è parte integrante del percorso verso una città più resiliente ai cambiamenti climatici.

