Coldiretti Cuneo al Commissario PSA: «Servono misure straordinarie, il cinghiale va eradicato»
Il presidente Enrico Nada e il direttore Francesco Goffredo hanno incontrato il Commissario straordinario Giovanni Filippini per presentare le richieste del comparto agricolo e zootecnico provinciale. Sul tavolo: depopolamento accelerato, celle di stoccaggio, tutela degli operatori.
La Peste suina africana non è soltanto un’emergenza sanitaria: è una minaccia concreta per l’intera filiera suinicola del Cuneese e per l’economia del territorio. Con questa consapevolezza, il presidente di Coldiretti Cuneo Enrico Nada, il direttore Francesco Goffredo e i componenti della Giunta provinciale hanno incontrato il Commissario straordinario alla PSA Giovanni Filippini per fare il punto sull’emergenza e portare sul tavolo le richieste del settore.
La priorità è chiara: accelerare l’eradicazione del cinghiale nel territorio compreso tra la Zona di restrizione I PSA — la cosiddetta zona cuscinetto — e l’autostrada A6 Torino-Savona, coinvolgendo tutti i soggetti preposti, comprese le Forze armate. Coldiretti ha chiesto inoltre un monitoraggio più puntuale delle attività di depopolamento nelle unità di gestione in zona di restrizione, per evitare la formazione di aree di fatto sottratte al controllo.
Tra le altre proposte presentate: semplificare le procedure successive agli abbattimenti, che nella forma attuale rischiano di scoraggiare l’attività di contenimento; ampliare la disponibilità di celle di stoccaggio per gli animali abbattuti; riprogrammare i controlli differibili negli allevamenti, ad eccezione di quelli sulla biosicurezza; perseguire chi ostacola il depopolamento o intimidisce gli operatori; e riconoscere alle autorità locali maggiore discrezionalità nel vietare attività a rischio nei territori indenni vicini alle zone di restrizione.
«Abbiamo ribadito al Commissario che il contenimento della fauna selvatica deve essere affrontato con azioni coordinate, incisive e realmente efficaci», dichiara Nada. «La PSA non rappresenta soltanto un’emergenza sanitaria, ma una seria minaccia per l’intera filiera suinicola e per il territorio».
La posizione di Coldiretti è netta: la biosicurezza resta indispensabile, ma da sola non basta se il principale vettore del virus continua a circolare liberamente. Selecontrollo (ossia la tecnica di gestione faunistica mirata al contenimento numerico e al riequilibrio delle specie di ungulati selvatici), tecnologie di monitoraggio e ogni altro strumento utile devono affiancare le misure ordinarie, con particolare urgenza nelle aree più sensibili.
Dal Commissario è arrivata un’apertura. «È stato un incontro molto proficuo», ha dichiarato Filippini. «Siamo già al lavoro per valutare le richieste presentate e rafforzare l’efficacia delle misure di contrasto». Soddisfazione anche da parte del direttore Goffredo: «Alle imprese servono risposte certe, sia sul fronte della prevenzione sia su quello della tutela economica».


