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Caso Roggero, PD e M5S attaccano Cirio: “Propaganda in tv, ma assente in aula all’83% delle sedute”
La seduta del Consiglio Regionale in cui è stato presentato l'ordine del giorno sul caso Roggero, con le opposizioni compatte nel criticare l'iniziativa di Cirio

Dopo la sentenza della Cassazione, il presidente della Regione annuncia un ordine del giorno per chiedere la grazia al gioielliere. L’opposizione risponde compatta: i dem depositano un atto in difesa della magistratura, i pentastellati portano in aula un cartello con la scritta “Chi l’ha visto?”.

La sentenza definitiva della Corte di Cassazione sul gioielliere Mario Roggero continua ad agitare la politica piemontese. A margine della seduta del Consiglio Regionale, le opposizioni si sono mosse in modo coordinato contro l’iniziativa annunciata dal presidente Alberto Cirio — promuovere un ordine del giorno per chiedere la grazia a Roggero — contestandone tanto il merito quanto le modalità.

«Ancora una volta assistiamo al consueto format del presidente Cirio: annunci ad alto impatto mediatico sui giornali, cavalcando l’onda emotiva, per poi non presentarsi al momento del dibattito e del voto istituzionale», afferma il consigliere dem e segretario regionale del Partito Democratico Domenico Rossi. Un’assenza che il consigliere inquadra in un dato strutturale: Cirio risulterebbe assente nell’83% delle sedute del Consiglio Regionale. «Evidentemente, l’istituzione regionale e i problemi reali del territorio — dalle liste d’attesa della sanità ai trasporti e al welfare — passano in secondo piano rispetto alla visibilità personale e alla ricerca del consenso elettorale», aggiunge.

Sulla stessa lunghezza d’onda i consiglieri del Movimento 5 Stelle Sarah Disabato, Alberto Unia e Pasquale Coluccio, che alzano ulteriormente il tono. «Cirio non si è mai mobilitato in prima persona per la sanità, le liste d’attesa, i trasporti, le politiche sociali — i veri problemi del Piemonte. Ha deciso di farlo in pompa magna, attraverso i media nazionali, per chiedere la grazia a Roggero». I tre consiglieri definiscono «fantascientifica» la pretesa del presidente di mobilitare l’aula e definirne il calendario dei lavori dall’alto di un’assenza dell’83%. «Se la questione è così urgente, ci chiediamo perché non si sia presentato a Palazzo Lascaris, preferendogli i salotti televisivi». La provocazione si è materializzata in aula con un cartello, esibito durante la seduta, con la scritta “Chi l’ha visto?” — un riferimento ironico alle assenze di Cirio che i pentastellati dicono di avergli «segnalato direttamente». «La richiesta di concessione della grazia a Roggero è pura propaganda, utile solo a ingrassare il suo portafoglio di voti in vista delle prossime elezioni», concludono.

Sul fronte dem, l’ordine del giorno depositato dal gruppo PD si muove su tre direttrici: richiama l’articolo 104 della Costituzione, che sancisce l’autonomia e l’indipendenza della magistratura; esprime solidarietà ai giudici finiti al centro di quella che Rossi definisce una «violenta gogna mediatica e social»; e ribadisce sostegno al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, su cui graverebbe una pressione indebita riguardo a una prerogativa costituzionalmente esclusiva: la concessione della grazia. Chiude con un appello diretto alla Giunta: «Cessino le strumentalizzazioni propagandistiche estranee alle competenze regionali e ci si concentri sui gravi problemi che affliggono i cittadini piemontesi».