Caso Roggero, Cirio: “Sosterrò la richiesta di grazia, il Piemonte non lo lascerà solo”
Il Presidente della Regione annuncia il pieno appoggio all’istanza di clemenza per il gioielliere di Grinzane Cavour: «La Grazia è lo strumento costituzionale che unisce il rigore della legge all’umanità»
Il caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per la sparatoria seguita a una rapina nel suo negozio nel 2021, incassa il sostegno del Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che è intervenuto direttamente sulla vicenda, annunciando che sosterrà in prima persona e nella sua veste istituzionale la richiesta di grazia da rivolgere al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Il governatore piemontese ha voluto chiarire la cornice entro cui si muove la sua scelta, ribadendo la centralità dello Stato di diritto ma invocando, al contempo, una necessaria comprensione per il dramma umano vissuto dal commerciante:
«Sosterrò come Presidente della Regione la Grazia per il gioielliere Mario Roggero. Perché se è vero, e va ribadito, che la legge va rispettata e nessuno può farsi giustizia da solo, è però altrettanto vero che se un uomo onesto per tutta una vita ha agito nell’esasperazione e nel terrore per difendere la vita della sua famiglia, delle sue figlie e i sacrifici del suo lavoro, possa essere compreso e perdonato.»
Nel suo intervento, Cirio si è richiamato direttamente alla Carta Costituzionale per spiegare il senso profondo del provvedimento di clemenza, definendolo non come una smentita della magistratura, bensì come un correttivo di umanità previsto dal nostro stesso ordinamento:
«Lo prevede la nostra Costituzione, che individua l’istituto della Grazia come il punto di equilibrio tra il rigore della legge e la comprensione delle istituzioni, tra la legalità e l’umanità della pena. In questo percorso il Piemonte non lascerà solo Mario Roggero, un piemontese onesto che merita il perdono.»



