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Caraglio e i ritardi del polo scolastico. La minoranza: “Se proroghe non hanno costi, chi paga davvero?”

Scaduto il termine del 30 giugno per il secondo lotto, il gruppo “La Caraglio che vorrei” che fa capo all’ex vicesindaca Martina Serra contesta le giustificazioni dell’Amministrazione: “Ritardo di quasi un anno, il prezzo lo pagano i cittadini”

Era stata fissata a ieri (martedì 30 giugno 2026) la data entro la quale si sarebbero dovuti concludere i lavori del cantiere del secondo lotto del nuovo polo scolastico di Caraglio. Una scadenza già frutto di una doppia proroga visto che il contratto originario prevedeva la fine dei lavori il 20 luglio 2025, data posticipata prima al 30 marzo di quest’anno e, successivamente, a ieri.

Ma anche questa scadenza, secondo quanto riferisce il gruppo consiliare di minoranza “La Caraglio che vorrei” non sarebbe stata però rispettata. E, sulla questione, dunque il gruppo che fa capo all’ex vicesindaca Martina Serra incalza la giunta. “Nella risposta alla nostra interrogazione consiliare – si legge in una nota diramata nelle scorse ore –, l’Amministrazione comunale ha motivato la proroga richiamando cause non imputabili all’appaltatore: maltempo eccezionale, stress termico, difficoltà nell’approvvigionamento dei materiali e il fallimento di un subappaltatore”. Secondo il gruppo di minoranza, se alcune di queste motivazioni possono essere realmente straordinarie, altre, come il caldo estivo o il freddo invernale, fanno semplicemente parte delle condizioni climatiche ben note in provincia di Cuneo e che dovrebbero essere considerate a monte nella programmazione di un cantiere.

Ma – secondo la minoranza – la vera questione è un’altra: “Nel provvedimento di proroga si afferma che essa non comporta costi aggiuntivi per il Comune né per il quadro economico dell’opera. Dal punto di vista amministrativo sarà anche corretto. Ma davvero il ritardo non ha un costo? Ogni mese senza il nuovo polo scolastico significa continuare a utilizzare edifici che avrebbero già dovuto essere sostituiti, sostenendo spese di riscaldamento, energia e manutenzione, oltre a rinviare i benefici di una scuola moderna, più efficiente e più sicura. Il costo, quindi, non scompare: semplicemente si sposta dall’appalto alla gestione ordinaria del patrimonio comunale”. Una situazione che, per “La Caraglio che vorrei”, comporterebbe anche il rischio concreto di perdere i preziosi finanziamenti del PNRR qualora non venisse concessa una proroga a livello nazionale.

Nella nota viene anche trattato il tema delle penali, nate proprio per tutelare l’interesse pubblico in caso di ritardi nella consegna delle opere. “È legittimo chiedersi se tutte le motivazioni addotte rientrino davvero nella categoria delle cause non imputabili all’impresa e, soprattutto, in quali casi le penali trovino effettiva applicazione. Le imprese fanno il loro mestiere. L’Amministrazione ha invece il compito di difendere l’interesse dei cittadini, pretendendo il rispetto dei tempi ogni volta che ciò sia possibile”.

“Ad oggi – conclude il gruppo consiliare – sono trascorsi quasi dodici mesi dal termine contrattuale previsto. Il tempo ha un costo. Se la proroga viene definita “senza costi” e il ritardo non produce conseguenze economiche per chi realizza l’opera, una domanda resta inevitabile: chi sta pagando il prezzo di questo tempo perduto? A pagare sono i Caragliesi“.