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Caldo estremo a Cuneo, l’opposizione chiede una rete di rifugi climatici
L'ombra degli alberi in centro a Cuneo: l'interpellanza di Sturlese chiede all'amministrazione di costruire una rete di rifugi climatici gratuiti sul modello di Barcellona e di altre città italiane.

L’interpellanza di Ugo Sturlese, Cuneo per i Beni Comuni, sarà discussa lunedì 20 luglio in Consiglio comunale: spazi gratuiti e accessibili per anziani, bambini e persone fragili durante le ondate di calore

Quaranta gradi in molte città italiane, pronto soccorso affollati, blackout da sovraccarico energetico. L’estate 2026 ha riportato al centro del dibattito pubblico una questione che altre metropoli europee hanno già affrontato con misure strutturali. Ora anche a Cuneo arriva la proposta: una rete di rifugi climatici accessibili gratuitamente alla cittadinanza.

A presentarla è Ugo Sturlese del gruppo Cuneo per i Beni Comuni, con un’interpellanza depositata il 9 luglio e destinata al Consiglio comunale di lunedì 20 luglio. Nel documento, Sturlese chiede alla sindaca se sia disponibile ad avviare con urgenza la programmazione di questi spazi di sollievo dal caldo estremo.

L’idea non è nuova nel panorama europeo. Barcellona ha inaugurato il progetto già nel 2019 e oggi conta oltre 400 rifugi distribuiti capillarmente, con l’obiettivo di garantire almeno un punto di accesso in ogni quartiere. Hanno seguito la stessa strada Parigi, Londra, e in Italia Torino, Bologna, Roma, Venezia e Milano. Si tratta di spazi al chiuso o all’aperto — biblioteche, musei, centri civici, parchi ombreggiati, edifici climatizzati — dove chiunque può trovare riparo durante le ore più critiche della giornata. A beneficiarne in modo particolare le fasce più vulnerabili: anziani, bambini e persone con patologie croniche.

Nell’interpellanza Sturlese ricorda che l’OMS considera questi presidi come vere e proprie misure di prevenzione sanitaria, e che il concetto di rifugio climatico ha radici nella biologia — i microclimi protetti che naturalmente attenuano gli effetti del riscaldamento globale — prima ancora che nell’urbanistica.

Il documento tocca anche un nervo scoperto della politica locale: gli abbattimenti di alberi segnalati dai cittadini lungo il Viale degli Angeli, avvenuti senza la preventiva comunicazione ai comitati di quartiere che era stata concordata con l’amministrazione. Un richiamo che si inserisce nella riflessione più ampia sul patrimonio arboreo urbano: le alberate esistenti, ricorda Sturlese, mantengono temperature fino a 4-5 gradi inferiori rispetto alle aree esposte al sole, un dato – conclude Sturlese – rilevato anche con misurazioni sul campo in Piazza Europa.