Bilancio Piemonte, le opposizioni all’attacco: “Miglioramento apparente, la crisi è reale”
PD, M5S, AVS e una consigliera indipendente bocciano l’assestamento 2026 della Giunta Cirio: sanità, liquidità, fisco e servizi al collasso tra accuse di propaganda e conti in rosso.
Numeri che non tornano, promesse che si spostano di anno in anno, un taglio Irpef che vale meno di un caffè al mese. Le opposizioni in Consiglio regionale del Piemonte hanno fatto fronte comune contro l’assestamento di bilancio 2026 presentato dalla Giunta Cirio, smontando pezzo per pezzo quella che definiscono una narrazione costruita più sulla comunicazione che sulla sostanza.
«Anche questo bilancio certifica che la Giunta si limita a far galleggiare la Regione, senza affrontare mai i veri problemi», attacca il segretario regionale del Partito Democratico, Domenico Rossi, che chiede maggiore equità fiscale — in particolare su concessioni per cave e acque minerali — e più investimenti sui servizi essenziali, a partire dalla medicina di base.
Sul fronte dei conti, la presidente del gruppo PD, Gianna Pentenero, cita la relazione della Corte dei Conti e della Procura regionale: il disavanzo sanitario 2025 ha raggiunto 213 milioni di euro, quasi il doppio dei 127 dell’anno precedente. Le liste d’attesa restano invariate e il PNRR sanitario accusa ritardi su telemedicina, Case e Ospedali di comunità. Sul fisco, la Pentenero ricorda che l’anno scorso la Giunta aveva aumentato l’addizionale Irpef in misura significativa — fino a 145 euro in più per chi attraversava tutti gli scaglioni — e ora propone uno sconto di circa 10 euro annui, forse operativo nel 2028.
Toni altrettanto critici dal Movimento 5 Stelle: la presidente del gruppo Sarah Disabato denuncia un iter in commissione ridotto al minimo, con scarsa documentazione e nessuno spazio per approfondimenti. Nell’analisi dei capitoli, emergerebbero tagli su aree protette e parchi, piccoli comuni montani e trasporto pubblico locale, operazioni che la Giunta definisce “rimodulazioni contabili”. Disabato punta inoltre il dito sull’immobilismo nel piano di razionalizzazione delle società partecipate: Finpiemonte S.p.A. e Finpiemonte Partecipazioni S.p.A. continuerebbero a operare in parallelo con attività sovrapponibili, in contrasto con il Testo Unico sulle Società a Partecipazione Pubblica.
Per AVS, la capogruppo Alice Ravinale allarga lo sguardo: le difficoltà del Piemonte sarebbero anche frutto dei tagli del governo Meloni alle risorse regionali, ma la Giunta avrebbe aggravato il quadro senza affrontare le emergenze sociali. Ravinale cita oltre 11.000 persone in lista d’attesa nelle RSA e 12.000 in attesa di cure domiciliari, a fronte di 2,5 milioni stanziati per la sciabilità delle piste della Via Lattea in vista del futuro Club Med di Sestriere. Mancano all’appello, aggiunge, risorse per la salute mentale e per i disturbi del comportamento alimentare, impegni già assunti dal Consiglio e poi disattesi.
A chiudere il quadro è la consigliera Vittoria Nallo, che segnala tagli per 130.000 euro sui capitoli dedicati alla sicurezza integrata e alla formazione della polizia locale. «La propaganda e gli annunci di facciata della Giunta Cirio non bastano più», conclude, ricordando che persino dentro la maggioranza erano emersi ordini del giorno per sollecitare il recupero delle entrate del bollo auto e il pagamento dei debiti verso i Comuni.

