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Autovelox spenti in provincia di Cuneo: diciassette dispositivi fuori uso dopo la riforma del MIT
Sono 17 gli autovelox disattivati in provincia di Cuneo dopo l'entrata in vigore della riforma MIT del giugno 2026.

Con l’entrata in vigore del decreto ministeriale dell’8 giugno 2026, diciassette autovelox nei comuni della Granda risultano non conformi e sono stati disattivati. In Piemonte sono 131 i dispositivi spenti.

Diciassette autovelox spenti, distribuiti tra capoluogo e piccoli comuni della Granda. È il bilancio locale di una riforma nazionale che, a partire dall’estate 2026, ha ridisegnato le regole sull’omologazione e la taratura dei dispositivi di rilevazione della velocità sulle strade italiane.

Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dell’8 giugno 2026 — pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 luglio — fissa requisiti tecnici più stringenti per tutti gli apparecchi in servizio: taratura documentata, verifiche di funzionalità periodiche, e un campo di misura obbligatorio compreso tra 30 e 230 km/h. I dispositivi che non soddisfano queste condizioni sono stati disattivati in attesa di adeguamento o sostituzione.

In provincia di Cuneo i comuni interessati sono una quindicina: Centallo e Borgo San Dalmazzo con due dispositivi ciascuno, poi Canale, Alta Langa, Dogliani, Lesegno, Moiola, Busca, Savigliano, Sommariva Perno, Bagnolo Piemonte e la città di Cuneo, ognuno con un apparecchio fuori uso. A questi si aggiungono dispositivi gestiti dall’Unione Montana Monviso, dall’Unione Montana Mondolè e dal Corpo Intercomunale Carrucese.

Il quadro regionale vede il Piemonte tra le aree più colpite: 131 autovelox disattivati, seconda regione in Italia per numero di dispositivi non conformi dopo la Lombardia. A livello nazionale, su un totale di 3.305 apparecchi censiti, circa 850 risultano non conformi e sono stati spenti, mentre 3.150 hanno superato i controlli e rimangono operativi.

Tra i modelli considerati in regola figurano l’Autovelox 106 di Sodi Scientifica, il Velomatic 512D di Eltraff e il sistema Tutor Celeritas per il rilevamento della velocità media, a condizione che siano stati aggiornati secondo le specifiche tecniche del 2017 e abbiano taratura documentata.

La riforma si inserisce in un dibattito politico avviato da tempo. Il ministro Matteo Salvini ha indicato tra gli obiettivi principali l’eliminazione degli autovelox utilizzati, a suo dire, più come strumento di gettito che di sicurezza stradale, oltre all’uniformazione degli standard tecnici e alla riduzione del contenzioso legale sulle multe. Il MIT ha messo a disposizione un portale online — il Portale Velox — che consente di verificare lo stato di omologazione di ogni dispositivo per comune o ente accertatore. Analoga funzione svolge il sito della Polizia di Stato, che elenca le postazioni attive sulle principali arterie presidiate dalla Stradale.

Per gli automobilisti che abbiano ricevuto sanzioni da dispositivi ora risultati non conformi, la questione della validità delle multe rimane aperta e sarà verosimilmente oggetto di ricorsi e pronunciamenti giudiziari nei prossimi mesi.