Abbonamento trimestrale sui treni piemontesi: dal 1° settembre la novità per pendolari e studenti
Dal primo settembre i passeggeri del trasporto ferroviario regionale potranno acquistare un abbonamento trimestrale a corse illimitate, formula già disponibile sui bus extraurbani. La spesa si distribuisce in tre momenti distinti, senza rinunciare ai vantaggi dell’abbonamento di lunga durata.
Dal 1° settembre chi ogni mattina sale su un treno regionale in Piemonte potrà farlo con un nuovo strumento in tasca: l’abbonamento Trimestrale Illimitato, approvato dal consiglio di amministrazione dell’Agenzia della Mobilità Piemontese nell’ambito dell’aggiornamento del quadro tariffario regionale. La formula, già attiva sui servizi automobilistici extraurbani, viene ora estesa alla rete ferroviaria, completando l’integrazione tra gomma e ferro.
Il titolo consente di viaggiare senza limiti per tre mesi consecutivi e si affianca agli abbonamenti settimanale, mensile e annuale. Il vantaggio principale è la distribuzione della spesa: chi non può o non vuole anticipare l’intero costo annuale potrà acquistare tre trimestrali nell’arco dell’anno scolastico, mantenendo una spesa complessiva sostanzialmente analoga. Nella fascia chilometrica tra 20,1 e 25 km, ad esempio, il costo del trimestrale sarà di 218 euro, per un totale annuo di 654 euro, cifra in linea con l’abbonamento annuale agevolato Under 26.
«Con questo provvedimento diamo una risposta concreta a un’esigenza che molte famiglie piemontesi ci segnalavano da tempo: poter sostenere la spesa del trasporto pubblico in modo più flessibile, senza dover anticipare l’intero costo dell’abbonamento annuale», dichiara l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi. Il nuovo titolo sarà disponibile per tutte le fasce chilometriche.
Cristina Bargero, presidente di AMP, l’Agenzia per la Mobilità, sottolinea come la misura nasca dall’ascolto diretto dell’utenza, «in particolare da quella studentesca», e che la combinazione di abbonamenti trimestrali e mensili consente di coprire l’intero periodo scolastico senza impatti negativi sui ricavi complessivi del sistema tariffario.
L’introduzione del trimestrale si accompagna all’aggiornamento delle tariffe regionali, adeguate al tasso di inflazione programmata per il 2026, fissato all’1,50% dalla normativa vigente.

