A Rittana visita guidata alla mostra dedicata ad Antonio Carena
Sabato 1 agosto l’iniziativa tenuta da Enrico Perotto, direttore del Mudri, e Nicolò Balocco, curatore della Casa Museo Carena
Il Comune di Rittana con la Casa Museo Antonio Carena di Rivoli, MUDRI (Museo Diffuso di Rittana) e L’era granda, sono lieti di annunciare la visita guidata alla mostra retrospettiva dedicata al pittore rivolese Antonio Carena, che sarà tenuta da Enrico Perotto (Direttore del Mudri – Museo Diffuso di Rittana) e Nicolò Balocco (curatore della Casa Museo Antonio Carena). Per l’occasione, saranno presenti amici e conoscenti dell’artista, che potranno interloquire con il pubblico, proponendo ricordi e testimonianze personali, sempre nell’ottica careniana di “coltivare l’ironia” per “disimmagonarsi” dalla “quotidie”.
Nel pomeriggio sarà visitabile il Centro Civico e Culturale con le mostre permanenti e quella temporanea dedicata a Nicola Bolla.
La mostra sarà visitabile dall’11 luglio al 24 ottobre 2026.
Orario di visita: venerdì, sabato e domenica dalle ore 15.30 alle ore 19.00
L’ARTISTA
Dal 1945 Antonio Carena ha frequentato i corsi di pittura di Enrico Paulucci e Mario Davico all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Nel 1949, ha partecipato alla prima mostra Art Club
Internazionale a Palazzo Carignano di Torino e l’anno dopo alla Biennale di Venezia con La Finestra. È del 1951 il premio Dino Uberti all’Accademia Albertina, dove ha esposto le prime Grate nere. Le sue iniziali prove informali, che sono anche tra le prime in Italia, si legano a un profondo disagio esistenziale, espresso nella metafora della chiusura, indicata dall’inferriata scura, attraverso la quale si aprono piccoli squarci di luce, e fanno parte della sua prima personale al Circolo Europa Giovane di Torino nel 1955. Aperta la Galleria Notizie a Torino nel 1958, si è presentata la sua seconda personale, seguita da quelle alla Medusa di Roma, all’Ariete di Milano, con testi di Michel Tapié, Luciano Pistoi, Franco Russoli, Albino Galvano.
Nei tre anni successivi, ha modificato la sua sintassi espressiva, lasciando emergere un cosmo materico lacerato da brevi bagliori luminosi ed elaborato a tempere su carta, poi riportata su tela, trattate con smalto industriale e rolla, oltre che con collages, graffi, strappi, stratificazioni di polveri e increspature sottili che tormentano la superficie dei supporti tenuta sempre su toni spenti. Ma è la terza personale del 1959, sempre alla Galleria Notizie, con la presentazione di Michel Tapié, a segnare la svolta nella sua arte: la luce irrompe nei suoi dipinti con una luminosità diffusa e dinamica. È il superamento dell’informale. Sempre nel 1959, ha esposto in una collettiva a Parigi, in una personale a Roma e nella collettiva “Arte Nuova” a Torino al Circolo degli Artisti con Tapié. Alla liricità, sempre molto controllata, dei Cieli e dei Ghiacci degli anni 1958-1960, è succeduta la serie dei Nudi del 1960-1962, che hanno coinciso con una vera e propria svolta della sua carriera.
Una sorta di raffreddamento, quindi, si è avuta con le Radiografie di un paesaggio del 1961-1962, dalla raffinata cromaticità, che rappresentano sia uno sviluppo del tema della rifrazione della luce, duplicata e amplificata in stesure di tipo meccanico, sia un superamento della pittura. La sua ricerca della luce si è concentrata poi sulla specularità. Dal 1961 al 1963 ha diretto la Galleria L’Immagine a Torino, in cui Aldo Mondino ha tenuto la sua prima personale nel 1961 e Piero Gilardi due anni dopo. Nel 1963, sono nate le Carrozzerie prelevate da automobili, opere non dipinte, ma che presentano gli eventi che si riflettono deformati sulla superficie dell’oggetto. Dal 1964 ha portato avanti l’operazione delle Pellicole fino al 1965, l’anno dell’invenzione dei suoi magnifici Cieli, veri e propri trompe-l’oeil dipinti con l’aerografo su lamiera, attraverso selezioni di cieli azzurri e luminosi percorsi da bianche nuvole o dalla doppia scia lasciata dagli aerei a reazione. Sono anni di personali importanti allestite a Macerata, Rivoli e Torino e di collettive come la Quadriennale di Roma e altre a San Marino, Roma e Tolosa.
Nel 1970, l’ultima tappa del suo percorso si è svolta alla Galleria Martano di Torino, nella quale ha esposto le Levitazioni e poi i Cartelli, in cui il quadro diviene un segnale. Nel 1971, la sua ricerca artistica tende al non intervento con i Cartelli bianchi, che aprono alla serie delle Scritte. Ha continuato a lavorare sui Cieli anche con affreschi e pannelli decorativi. Professore di Discipline pittoriche al Liceo Artistico Cottini di Torino fino al 1994, dal 1993 è stato Direttore per molti anni dell’Accademia di Belle Arti di Cuneo. Le ultime personali si sono svolte a Rivoli nel 2007, ad Acqui Terme nel 2008 e a Busca (Cn) in Casa Francotto. A partire dal Castello di Rivoli (1984), ha decorato con inserti di Cielo numerosi spazi pubblici, tra i quali la Sala Riunioni della Martini e Rossi a Ginevra (1986) e alcuni soffitti dell’Hôtel du Ville d’Albret a Parigi (1989), e ancora a Santhià, Bagnolo Piemonte, Torino, e luoghi privati a Roma, Rivoli e Torino.


