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100 Miglia Monviso: conclusa la tre giorni tra le montagne e la pianura che guarda al Re di Pietra
Enrica Dematteis e Danilo Lantermino. Ph. Paolo Cilli

Dal 17 al 19 luglio tre gare che hanno visto protagonisti due sorelle e un ritorno dal sapore di fair play

Enrica e Luisa, due lunghezze, due vittorie, A due minuti e 19 secondi di distanza. Il cognome è uno solo: Dematteis. Alle 22,29 di sabato 18 luglio la regina della 100 Miglia, Enrica, sale per la terza volta (su sei edizioni) sul gradino più alto del podio femminile. 160 km sui sentieri di casa. Il tempo di stappare la bottiglia e arriva Luisa. Sarà lei a tenere il nastro della 50k per una delle foto più belle di sempre da mettere nell’album di famiglia.

Per due sorelle che vincono insieme, c’è un ritorno che ha il sapore del fair play. E’ quello di Daniele Calandri, l’atleta valdostano di poche parole e tanta sostanza che nel 2024 aveva dominato la 100 Miglia del Monviso. E’ tornato e ha vinto ancora. Due terzi di gara li ha corsi accanto a Danilo Lantermino, un altro campione che da queste parti si allena ogni giorno: rischiavano di contendersi la vittoria, ma il caldo ha avuto la meglio sull’atleta di casa. Danilo si è ritirato due km dopo il ristoro di Sampeyre, ma ha voluto aspettare l’avversario a Brossasco per un piccolo scambio di incoraggiamento.

Il panorama più bello della 100 Miglia del Monviso è quello delle persone. Ci sono storie di sport e di comunità. Una su tutte, quella di Pier, un volontario che conosce così bene il percorso da aver allestito un punto tappa in più. A metà della discesa del Passo San Chiaffredo, 2.500 metri di quota, dove le scorte di energia iniziano a scarseggiare, lui segnala la sorgente d’acqua, offre una caramella, una birra e un sorriso. Dalle 7 del mattino fino all’ultimo concorrente.

I volontari – 500 – puliscono sentieri e portano bandierine, curano i ristori e sostengono (letteralmente) gli atleti lungo il percorso. Un abbraccio collettivo che all’arrivo tutti indicano come “l’integratore” in più che ha fatto la differenza.

Un’esperienza da vivere

La scelta degli atleti di ritornare è la dimostrazione che raccontare un territorio attraverso lo sport è un’intuizione vincente. È coesione territoriale, promozione culturale e turismo consapevole. La community Aliaipiedi di Alice Minetti ha organizzato un allenamento collettivo a pochi minuti dalla prima partenza, per far testare in notturna i primi otto chilometri della gara lunga. E c’è chi, dall’Olanda, ha unito una vacanza piemontese all’esperienza sportiva.

I risultati

In tre giornate, dal 17 al 19 luglio, si sono susseguite tre gare. Attorno all’ultratrail, gravitano gare satellite per un trittico di distanze (160, 50 e 20 chilometri) per coinvolgere davvero tutti coloro che amano il trail e le corse in natura.

160k _

Podio maschile

Daniele Calandri (23 ore 15 minuti 37 secondi)
Mattia Barbaglio (24 ore 12 minuti 56 secondi)
David Anca Saturnino (24 ore 23 minuti 32 secondi)

Podio femminile

Enrica Dematteis (25 ore 29 minuti 11 secondi)
Valentina Michielli (32 ore 15 minuti 52 secondi)
Sara Bruno (35 ore 3 minuti 39 secondi)

50k_

Podio maschile

Josè Luis Montoya (6 ore 26 minuti 32 secondi)
Stefano Signori (6 ore 34 minuti e 52 secondi)
Matteo Cesano (6 ore 46 minuti e 30 secondi)

Podio femminile

Luisa Dematteis (7 ore 31 minuti 30 secondi)
Eline Cox (7 ore 59 minuti 55 secondi)
Paola Nodari (8 ore 7 minuti 12 secondi)

20k_

Podio maschile

Elia Mattio (1 ora 57 minuti 49 secondi)
Massimo Galliano (2 ore 7 minuti 13 secondi)
Davide Preve (2 ore 9 minuti 50 secondi)

Podio femminile

Alessandra Alliney (2 ore 30 minuti 29 secondi)
Chiara Magnino (2 ore 43 minuti 19 secondi)
Denise Pascal (2 ore 49 minuti 28 secondi)

Il prossimo appuntamento

Accanto alla regina, la 100 Miglia Monviso – M160K, le gare collaterali M50K da 50km e M20K da 20km, domenica 30 agosto ritorna lo storico Monviso Trail, un concentrato di vedute mozzafiato, con partenza da Crissolo. Una 26 km lungo i sentieri storici del “Giro di Viso” e dell’alpinismo italiano, attraverso Pian della Regina, Pian del Re e i rifugi Giacoletti, Quintino Sella e Alpetto. Un totale di 1900 metri di dislivello, una gara che in oltre 14 anni di storia è diventata il riferimento per migliaia di corridori in cerca di sfide estreme.