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Valanghe e clima, l’Europa studia le Alpi: summit a Cuneo per il progetto RESILAV
Sul colle dell'Agnello, a 2.748 metri, i partner del progetto RESIL-AV hanno visitato i siti di monitoraggio valanghivo: una rete italo-francese per la sicurezza delle Alpi.

Il progetto europeo RESIL-AV ha riunito tecnici e istituzioni italiane e francesi a Cuneo per fare il punto su monitoraggio e previsione del rischio valanghe sulle Alpi, in un contesto segnato dai cambiamenti climatici.

Le valanghe cambiano, il clima cambia, e con loro cambiano anche le strategie per monitorarle e prevederle. Lo sanno bene i tecnici e i ricercatori italiani e francesi che l’8 e il 9 giugno si sono dati appuntamento a Cuneo — e sulle montagne che la circondano — per fare il punto sul progetto europeo RESIL-AV, finanziato dal FESR nell’ambito del programma di cooperazione transfrontaliera ALCOTRA.

La prima giornata ha avuto come palcoscenico il colle dell’Agnello, a 2.748 metri in valle Varaita: una visita tecnica ai siti di monitoraggio valanghivo, organizzata dalla Provincia di Cuneo insieme ai partner del progetto, per condividere strumenti, buone pratiche e strategie di mitigazione del rischio in alta quota. Il giorno successivo, il Comitato di Pilotaggio si è riunito nella sede provinciale per il consueto incontro di coordinamento istituzionale e tecnico.

Il progetto punta a rafforzare la cooperazione tra i due versanti delle Alpi per migliorare la previsione locale del pericolo valanghe e potenziare i servizi di sorveglianza sulle strade di montagna. A guidarlo è l’Université Savoie Mont Blanc, con una rete di partner che comprende la Fondazione Montagna Sicura, il Politecnico di Torino, la Regione Piemonte, il Département de la Savoie e le associazioni specializzate ALEA e Data-avalanche.org.

Sullo sfondo, la consapevolezza che i cambiamenti climatici stiano alterando il comportamento della neve in modi ancora non del tutto prevedibili, rendendo urgente disporre di strumenti sempre più sofisticati di analisi e allerta.