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Taser sulla donna armata di coccio: la Procura di Cuneo chiarisce i fatti
La Procura di Cuneo ha chiarito le circostanze dell'uso del taser il 4 giugno scorso in corso Giolitti (foto archivio).

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cuneo ha diffuso un comunicato in cui ricostruisce nel dettaglio quanto avvenne il 4 giugno scorso in corso Giolitti, dove due carabinieri usarono la pistola a impulsi elettrici per bloccare una donna che li aveva aggrediti con un frammento di piatto.

Cuneo. La vicenda aveva alimentato polemiche e discussioni sui social nelle ore successive alla diffusione di un video: i carabinieri avevano fatto ricorso al taser in modo sproporzionato, secondo alcuni commenti, contro una donna. Ora la Procura della Repubblica di Cuneo, guidata dal procuratore Onelio Dodero, interviene con un comunicato ufficiale per restituire alla vicenda la sua cornice fattuale.

Era il pomeriggio del 4 giugno scorso, intorno alle 18, quando una pattuglia composta da due militari dell’Arma raggiunse corso Giolitti in risposta alla segnalazione di un litigio tra una donna e altre persone. Sul posto, i carabinieri vennero avvicinati da un uomo in evidente stato di alterazione psicofisica da abuso di alcolici, che riferì di aver litigato con un’amica e di essere stato colpito alla testa con una bottiglia, mostrandone i segni. La donna, contattata dagli agenti, confermò la lite ma negò di aver usato la bottiglia come arma.

Entrambi i soggetti apparivano in stato di alterazione e vennero invitati negli uffici di polizia giudiziaria per l’identificazione e per prevenire ulteriori disordini. La donna rifiutò ripetutamente. Entrò quindi in un locale pubblico, afferrò un piatto in ceramica, lo frantumò e, impugnando un coccio dalla punta affilata, dapprima minacciò di compiere gesti autolesionistici, poi si rivolse contro uno dei militari. Il carabiniere estrasse il taser nel tentativo di dissuaderla. La donna lo colpì con il frammento due volte: a quel punto il militare azionò l’arma per interrompere l’aggressione.

La Procura sottolinea che, in base alle nuove norme di legge, sono in corso accertamenti sulla condotta del pubblico ufficiale, precisando tuttavia che, allo stato, l’uso del taser non risulta essere avvenuto al di fuori di una causa di giustificazione né in eccesso rispetto ai suoi limiti.