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Taser alla Polizia Locale di Cuneo, la sindaca frena: «Aspettiamo strumenti più sicuri»
La Polizia Locale di Cuneo: la sindaca Manassero esclude per ora l'adozione del Taser. (Foto archivio)

Dopo un episodio in Corso Giolitti il 4 giugno, il Consiglio Comunale ha discusso l’adozione del dispositivo. Manassero: il Comando stesso non è convinto. Il nodo resta la sicurezza per i cardiopatici.

Un coccio di vetro, una donna in stato di alterazione alcolica, i passanti in fuga. L’episodio avvenuto il 4 giugno in Corso Giolitti — risolto da un carabiniere con una scarica di Taser — ha riaperto al Consiglio Comunale di Cuneo del 22 giugno un dibattito già noto: dotare o meno la Polizia Locale di questo dispositivo.

A sollevare la questione è stato il consigliere Franco Civallero, che ha presentato un’interpellanza per ringraziare l’Arma dei Carabinieri e chiedere al tempo stesso che anche gli agenti locali possano disporre dello stesso strumento. Al suo fianco la consigliera Noemi Mallone,  che ha respinto l’idea del Taser come mezzo di repressione: per lei si tratta piuttosto di uno strumento di tutela, tanto per i cittadini quanto per gli operatori chiamati a gestire situazioni di pericolo concreto.

Le riserve non sono mancate. Il consigliere Ugo Sturlese ha messo in guardia dai rischi per la salute — arresti cardiaci, traumi da caduta — e dal pericolo di un uso non calibrato. Elio Beccaria ha aggiunto il dettaglio tecnico: la scarica da 50.000 volt può rivelarsi fatale per i soggetti cardiopatici, pur riconoscendo che in casi estremi lo strumento può fare la differenza.

A chiudere il dibattito è stata la sindaca Patrizia Manassero, che ha confermato la linea di prudenza già adottata in precedenza: per ora, la Polizia Locale di Cuneo non sarà dotata di Taser. Le ragioni sono tre: il Comando stesso non ha espresso piena convinzione sull’adozione; i dubbi sulla sicurezza per le persone con problemi cardiaci restano aperti; e l’amministrazione preferisce attendere che la tecnologia offra soluzioni più testate e affidabili.

Un caso risolto bene, dunque, ma che non basta a cambiare rotta. Almeno per ora.