Siccità, AVS attacca la Regione Piemonte: “Smettete di negare la crisi climatica”
Il gruppo consiliare di Alleanza Verdi e Sinistra risponde alla proposta di Fratelli d’Italia sulle deroghe al deflusso ecologico dei fiumi, ricordando la bocciatura della Corte Costituzionale su una norma analoga approvata lo scorso anno
C’è una sentenza della Corte Costituzionale che non si può ignorare. E il gruppo consiliare regionale di Alleanza Verdi e Sinistra lo ricorda con forza, dopo che Fratelli d’Italia è tornata a chiedere deroghe al deflusso ecologico dei fiumi piemontesi per fronteggiare la siccità e salvare il raccolto.
L’ordine del giorno presentato dal consigliere Sacchetto sostiene che la siccità rappresenta un’emergenza straordinaria e che, in nome dell’agricoltura, si debba poter prelevare dai fiumi anche al di sotto della soglia minima di acqua necessaria a garantire la sopravvivenza degli ecosistemi fluviali. Una posizione che AVS giudica non solo sbagliata, ma già smentita dalla storia recente. Nella legge di riordino approvata l’anno scorso, la maggioranza di centrodestra aveva inserito una norma analoga, subito contestata dalle opposizioni. Il Governo l’ha impugnata; ad aprile la Corte Costituzionale l’ha definitivamente bocciata, motivando la decisione con la riduzione del livello di tutela ambientale e con la mancata mitigazione degli effetti della crisi climatica.
«Non si può derogare al prelievo dai fiumi per favorire momentaneamente le colture, perché ciò rischia di mandare in crisi irreversibile l’intero sistema dei corpi idrici regionali», afferma il gruppo consiliare AVS, sottolineando come oltre la metà dei corpi idrici piemontesi sia già in stato critico secondo i dati ARPA.
La critica non si ferma alla coerenza politica. AVS punta il dito contro un approccio strutturale: rispondere con misure eccezionali a un problema che eccezionale non è più. Temperature in aumento, precipitazioni irregolari, disponibilità idrica in calo: il cambiamento climatico non è un evento straordinario, è il nuovo contesto permanente. Eppure, sostengono i consiglieri, la Regione continua a trattare i fiumi come «un bancomat di acqua», aggravando le condizioni degli stessi ecosistemi da cui dipende la produzione agricola.
Un passaggio del comunicato pone una domanda concreta: quanti campi di mais in Piemonte sono ancora irrigati per scorrimento, un metodo che disperde circa il 50% dell’acqua utilizzata tra evaporazione e ruscellamento? La transizione verso sistemi irrigui più efficienti, la rigenerazione della sostanza organica dei suoli agricoli, la pianificazione idrica su scala regionale: sono queste, secondo AVS, le risposte strutturali che mancano.
Il messaggio conclusivo non è di contrapposizione al mondo agricolo, bensì di solidarietà: molti agricoltori lavorano con metodi tramandati in un contesto climatico radicalmente mutato, e non possono essere lasciati soli ad affrontare la transizione. Serve, si legge nella nota, «una Regione capace di anticipare i problemi, non solo di rincorrerli», con investimenti in formazione, consulenza tecnica, incentivi e strumenti economici adeguati.

