Salme nei comuni montani, la Regione è attesa al varco: da Valdieri a Limone, il fronte si allarga
Dopo l’incontro tra il sindaco di Valdieri e l’assessore Riboldi, anche Limone Piemonte scrive alla Regione. Barbero (FdI) presenta interrogazione: la LR 9/2025 penalizza i piccoli comuni montani.
Cuneo. «La montagna ora potrebbe trovarsi a sfrattare anche i defunti per l’ultimo addio, trasformando il diritto al riposo in un problema di logistica fuori comune.» Sono parole del Comune di Valdieri, e fotografano con precisione una situazione che nei mesi scorsi ha iniziato a fare rumore tra le amministrazioni dei piccoli comuni montani del Piemonte.
Al centro della questione c’è la Legge Regionale n. 9/2025 e, in particolare, la comunicazione esplicativa emessa dalla sanità piemontese sulla sua base: un’interpretazione che rende di fatto impossibile trasferire a cofano aperto le spoglie di persone decedute in abitazioni private o fuori comune presso RSA e case di riposo, consentendo l’utilizzo di quelle camere mortuarie soltanto se il defunto era già ospite della struttura. Nei borghi di montagna, dove spesso non esistono alternative, questo si traduce in costi più alti per le famiglie e in trasferimenti verso strutture funerarie private lontane dal paese.
Il sindaco di Valdieri Guido Giordana è stato il primo a portare il problema all’attenzione della Regione. Il 27 aprile scorso ha incontrato a Torino l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, illustrandogli le ricadute concrete della norma sulle comunità locali. Riboldi ha manifestato la disponibilità a farsi carico della questione e a cercare una soluzione. «Può sembrare una questione marginale», ha commentato Giordana, «ma numerose sono le istanze che il Comune riceve per affrontare queste problematiche».
Nelle settimane successive il caso si è allargato. Il Comune di Limone Piemonte ha inviato una lettera formale al presidente della Regione Alberto Cirio e allo stesso assessore Riboldi, chiedendo di chiarire l’interpretazione della normativa e di consentire ai Comuni sotto i 3.000 abitanti di stipulare convenzioni con RSA e case di riposo per l’utilizzo delle camere mortuarie anche per cittadini non ospiti. «Impedire questa possibilità significa aggiungere ulteriori difficoltà a un momento già molto delicato», ha dichiarato il sindaco Massimo Riberi.
Il tema è arrivato anche in Consiglio regionale, dove la consigliera Federica Barbero di Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione alla Giunta chiedendo soluzioni più flessibili per i territori periferici e un maggiore riconoscimento del ruolo dei sindaci come autorità sanitarie locali. «Non si tratta di rivendicare privilegi, ma di garantire pari dignità e pari accesso ai servizi», sottolinea Barbero.
La Regione ha incassato le richieste. Ora si attende che le traduca in risposte concrete.


